Società

Esami di recupero dei debiti, l’appello dell’Associazione Italiana Dislessia: “Una valutazione equa richiede attenzione, collaborazione e condivisione”

Con l’avvio della sessione degli esami di recupero dei debiti scolastici, l’Associazione Italiana Dislessia lancia un importante richiamo alla comunità scolastica.

L’obiettivo è chiaro: garantire che anche in questa delicata fase valutativa venga rispettato quanto previsto dalla legge 170/2010, assicurando a ogni studente con Disturbi Specifici dell’Apprendimento  o con Bisogni Educativi Speciali le condizioni necessarie per esprimere al meglio il proprio reale livello di preparazione.

Valutazione equa non significa abbassare gli obiettivi

A ribadirlo con forza è Lucia Iacopini, presidente nazionale dell’AID e docente, che sottolinea: “Una valutazione equa non significa abbassare gli obiettivi ma mettere ciascuno nelle condizioni di esprimere ciò che sa e ciò che sa fare”. Un principio che vale in ogni momento dell’anno scolastico, ma che diventa ancora più cruciale durante le prove di recupero, spesso percepite dagli studenti come un’occasione delicata e carica di stress.

L’appello si rivolge in particolare a tutti i docenti, chiamati a vigilare affinché il Piano Didattico Personalizzato venga effettivamente applicato anche in questa sede. Non si tratta di un atto burocratico, ma di uno strumento fondamentale per personalizzare il percorso di apprendimento e rendere la valutazione realmente inclusiva.

Strumenti compensativi e misure dispensative: attenzione agli aspetti pratici

Secondo quanto indicato dall’AID, tra gli aspetti pratici a cui prestare maggiore attenzione durante gli esami di recupero figurano:

  • La disponibilità effettiva degli strumenti compensativi, come mappe concettuali, schemi, formulari e sintesi vocale, che consentono agli studenti di compensare le difficoltà legate alla lettura, alla scrittura o al calcolo.
  • L’applicazione delle misure dispensative, per evitare situazioni di sovraccarico cognitivo che potrebbero penalizzare lo studente indipendentemente dalle sue competenze effettive.
  • L’organizzazione del calendario delle prove, cercando di evitare, quando possibile, la sovrapposizione di esami di diverse materie nella stessa giornata, al fine di ridurre l’ansia e favorire una preparazione più mirata.

Gli accorgimenti, apparentemente organizzativi, rappresentano invece elementi essenziali per una valutazione che sia davvero coerente con i principi dell’inclusione e con il diritto allo studio sancito dalla Costituzione.

Il ruolo dell’AID: supporto a studenti, famiglie e scuole

L’Associazione Italiana Dislessia non si limita a richiamare l’attenzione sul tema, ma offre un sostegno concreto a tutti gli attori coinvolti. Attraverso percorsi formativi gratuiti riservati ai soci, guide, materiali di approfondimento e attività di collaborazione con docenti e istituzioni scolastiche, l’AID si pone come punto di riferimento per costruire una scuola sempre più attenta e capace di rispondere alle diverse esigenze degli studenti.

“Siamo accanto alle scuole e ai docenti – conclude Iacopini – e sappiamo quanto sia importante il loro lavoro quotidiano. Grazie, fin da ora, per tutto quello che potrete fare per garantire una valutazione attenta ed equa. E buon anno scolastico!”


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