Nozze a Modena, sempre più tardi e sempre più laiche.
Il matrimonio in provincia di Modena non è solo meno frequente, ma arriva sempre più tardi. L’Osservatorio demografico della Provincia di Modena ha messo in luce un cambiamento epocale nelle abitudini nuziali, dove a dominare la scena è l’età avanzata degli sposi al momento del fatidico “sì”, unita al trionfo inarrestabile del rito civile.
Il fulcro del cambiamento: l’età degli sposi si sposta in avanti
L’analisi dei dati relativi al 2023 rivela che l’età media al primo matrimonio ha raggiunto livelli storici. Si evidenzia un’età media alle nozze pari a 38,4 anni per i maschi e pari a 35,2 anni per le femmine.
Questi numeri rappresentano l’evoluzione più significativa e strutturale del fenomeno. Solo pochi decenni fa, nel 1994, l’età media per il matrimonio era decisamente inferiore, con gli sposi che si univano in genere attorno ai 32 anni e le spose attorno ai 29. L’incremento di sei anni nell’arco di meno di trent’anni riflette profonde modificazioni sociali, economiche e culturali.

L’età adulta si raggiunge più tardi
Il posticipo del matrimonio è strettamente collegato al generale ridimensionamento della nuzialità in provincia. Nel 2023, i matrimoni totali celebrati sul territorio modenese sono stati 1.978, una cifra che, sebbene mostri una ripresa parziale post-pandemica, non inverte la tendenza di lungo periodo. Si pensi che nel 1994 si contavano 2.738 celebrazioni.
Secondo il report, uno dei motivi per il quale la primo-nuzialità in Italia arretra si deve “alla trasformazione del processo di transizione alla vita adulta. Quest’ultima oggi segue percorsi diversi rispetto al passato, quando il motivo prevalente di uscita dal nucleo di origine era legato alla formazione di una nuova famiglia attraverso le nozze”.
Negli ultimi decenni, inoltre, il ridimensionamento numerico delle nuove generazioni, dovuto alla bassa fecondità, che dalla metà degli anni Settanta si è sempre mantenuta ben sotto il livello di sostituzione, sta producendo un effetto strutturale negativo sui matrimoni. Man mano che le generazioni più giovani, meno numerose di quelle dei genitori, entrano nella fase adulta della vita si riduce la numerosità della popolazione in età da matrimonio e, di conseguenza, anche a parità di propensione a sposarsi, cala inesorabilmente il numero assoluto di nozze.
L’affermazione definitiva del rito civile
Parallelamente al ritardo anagrafico, continua la marcia trionfale del rito civile. Nel 2023, quasi tre matrimoni su quattro in provincia di Modena sono stati celebrati in Municipio: il 72,8% del totale, con 1.439 riti civili contro 539 religiosi.
Questa percentuale provinciale è nettamente superiore alla media nazionale (dove il rito civile si ferma al 58,9%) e si allinea alla media regionale dell’Emilia-Romagna (quasi 75%). Basti pensare che nel 1994, l’incidenza del rito civile si attestava intorno al 25%.
La preferenza per il rito laico è quasi una regola per le seconde nozze e per le coppie con almeno uno sposo straniero, ma è ormai preponderante anche tra i primi matrimoni.
A livello territoriale, l’orientamento è particolarmente marcato nei comuni dell’Area Nord, come Novi di Modena (96,2% civile) e Concordia sulla Secchia (93,8% civile), e nel capoluogo Modena, che registra un 73,7% di riti civili. In controtendenza rimangono alcuni comuni montani, come Frassinoro (80% religioso) e Fiumalbo (60% religioso), dove il modello culturale e sociale sembra resistere al processo di secolarizzazione delle nozze.
Altri numeri
Nel 20,2% dei matrimoni celebrati in provincia di Modena nel 2023 è coinvolta una coppia con almeno un cittadino straniero
Le unioni civili, introdotte nell’anno 2016, sono state 32 in provincia, sostanzialmente in linea con i dati degli ultimi anni.
Nel 2023 oltre un quinto degli sposi e delle spose che hanno contratto nozze in provincia di Modena proviene da un precedente matrimonio (nel 2004 tale incidenza era al di sotto del 10%). Nello stesso anno le separazioni in provincia di Modena ammontano a 946 unità mentre i divorzi sono stati pari a 987 unità.
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