Veneto

«Non dobbiamo soltanto aggiungere anni alla vita, ma anni di vita in buona salute»


È un cittadino consapevole, capace di informarsi in maniera corretta e di partecipare attivamente alle scelte che riguardano la propria salute, il protagonista della tavola rotonda che oggi 12 settembre ha inaugurato la quinta edizione di Dì Salute Weekend, in Prato della Valle a Padova. Un cittadino informato, che conosce i fattori di rischio e comprende il valore della prevenzione, senza che questo significhi ridimensionare le responsabilità pubbliche. Al contrario, dal confronto è emersa la necessità di un sistema sanitario con istituzioni, università e associazioni capaci di lavorare insieme, mettendo le persone nella condizione di compiere scelte consapevoli e di accedere più facilmente a servizi e prestazioni. Il concetto ha attraversato in particolare i primi due interventi, quelli dell’assessore alla Sanità e Programmazione sanitaria della Regione Gino Gerosa e di Luca Sbrogiò, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 6 Euganea.

«Non dobbiamo soltanto aggiungere anni alla vita – ha detto Gerosa – ma anni di vita in buona salute. Il Veneto ha risultati superiori alla media nazionale, ma questo non è frutto del caso: è il risultato di un sistema sanitario costruito nel tempo. Oggi dobbiamo guardare avanti, perché la popolazione invecchia e anche il sistema deve cambiare, passando da una sanità ospedale-centrica a una sanità più vicina al territorio e ai cittadini, utilizzando anche le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e dalla robotica assistiva. La prevenzione oggi è un dovere. In una
società che invecchia, investire in prevenzione significa avere domani adulti più sani e contribuire alla sostenibilità di un sistema sanitario universalistico e pubblico, che deve continuare a dare
risposte a tutti».

Luca Sbrogiò ha legato il tema alla concretezza delle scelte collettive e individuali, ricordando come politiche pubbliche, campagne di prevenzione e cambiamenti nei comportamenti abbiano modificato nel tempo anche l’incidenza di alcune patologie. Tra gli esempi richiamati, la riduzione dell’incidenza del tumore dello stomaco e il lungo percorso di contrasto al fumo. Al centro, ancora una volta, il cittadino consapevole, inserito però in un rapporto di fiducia con professionisti e istituzioni. Un’alleanza che richiede rispetto reciproco, come è stato sottolineato ricordando l’inaccettabilità delle aggressioni nei confronti degli operatori sanitari sempre più frequenti nei nostri ospedali.


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