nipote a giudizio per circonvenzione di incapace

TREIA – Dopo la morte dello zio depositò dal notaio un testamento olografo redatto dal parente quattro mesi prima di morire con il quale l’uomo le lasciava tutti i suoi averi, ma per la Procura sarebbe stata lei a indurlo a scrivere il documento nonostante la particolare vulnerabilità psichica dell’anziano. Per questo motivo la nipote (acquisita, è nipote della moglie) è accusata di circonvenzione di incapace. La donna, Gianfranca Scarponi, 56 anni di Treia, ieri è stata rinviata a giudizio dal giudice Andrea Belli. Il processo a suo carico si aprirà il prossimo 23 febbraio dinanzi al giudice monocratico Cosimo Pedullà.
La ricostruzione
La vicenda era venuta alla luce nel 2021 e aveva dato il via a due procedimenti, uno penale avviato dopo la denuncia di altri due nipoti dell’anziano, ex segretario comunale Romano Sarnari, esclusi dal testamento e uno civile in cui era stato chiesto e ottenuto dal giudice Quirino Caturano il sequestro conservativo di beni fino a 200mila euro dell’eredità. Sul fronte penale i nipoti, dopo la morte del parente, avevano depositato una denuncia sollevando perplessità sulle ultime volontà espresse dallo zio, ex segretario comunale a Visso, Sarnano, Montecassiano e Montelupone, nel testamento olografo recante la data del 14 giugno del 2021. Sarnari aveva deciso di lasciare tutta la sua eredità alla nipote acquisita, dimenticandosi degli altri due nipoti, ma secondo i parenti in quel periodo il 93enne aveva una particolare vulnerabilità. «Di elementi in tal senso ne abbiamo riscontrati diversi – spiegano gli avvocati Federico Valori e Benedetta Tommasoni che ieri si sono costituiti parte civile per i due nipoti -. L’età avanzata, patologie psichiatriche e neurologiche certificate già diversi anni prima poi, nel 2019, con la perdita della cara moglie Giancarla, soffrì di una depressione acuta tale da indurre il medico di famiglia a richiedere una visita psichiatrica». I legali hanno riferito anche di un’altra patologia riscontrata che «a fine agosto del 2021 lo aveva ridotto in uno stato pre-comatoso, da cui poi si era ripreso grazie a una trasfusione». Sarnari morì a 93 anni il 7 ottobre del 2021. Il 26 ottobre la nipote depositò in uno studio notarile il testamento olografo in cui lei veniva indicata come erede universale. Per la Procura la donna avrebbe approfittato dello stato psichico in cui versava lo zio che era facilmente suggestionabile e manipolabile per indurlo a redigere il testamento. La nipote, difesa dall’avvocato Giancarlo Giulianelli respinge ogni addebito. Non ha richiesto riti alternativi per dimostrare la propria estraneità alle accuse che le vengono mosse nel corso del processo.




