Marche

oggi il doppio vertice al Ministero



FABRIANO – Un’altra giornata cruciale per il distretto fabrianese. Oggi a Roma si terrà un doppio vertice, prima su Beko, poi su Electrolux. Nel caso della multinazionale turca, si farà il punto sull’accordo sottoscritto nell’aprile 2025. Per questo ieri la Fiom Cgil ha denunciato nuovamente la situazione e ha descritto le difficoltà di ottobre per lo stabilimento di Melano. È infatti prevista la cassa integrazione in tutte le giornate di questo mese per una parte di fabbrica e dal 26 al 30 ottobre ci sarà lo stop di tutto il plant: «Tutto ciò, nonostante un aumento dei volumi, non per la produzione, bensì per il magazzino spedizioni, lavoro che comunque non coinvolgerà il personale Beko», riferisce la Fiom Cgil.

 L’appuntamento

Anche di questo si parlerà oggi dalle 11 al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Urso. Tanti i nodi da sciogliere relativi agli investimenti e all’occupazione nelle Marche. A fare il punto è Pierpaolo Pullini, Fiom Ancona: «Non stiamo parlando di produzione di piani cottura, ma di spedizioni di prodotti costruiti altrove che saranno gestiti comunque dalla società di logistica con cui la multinazionale ha contratti commerciali. A causa di questi, l’azienda si è rifiutata di gestire il picco positivo con personale interno». Il sindacato ha chiesto di internalizzare l’attività «per far lavorare una parte di quelle persone che stanno subendo tanta cassa integrazione per la mancanza di volumi produttivi, dovuti alle dinamiche di mercato, ma anche alla mancanza di investimenti di prospettiva e a scelte commerciali forse non azzeccatissime». L’azienda ha risposto che non intende «procedere in questa direzione, come invece fatto a Cassinetta», assicurando che «l’attività non sarà completamente esternalizzata. Certamente una posizione che non può essere soddisfacente», dice il sindacato. Pullini richiama Beko agli impegni sottoscritti nell’accordo per investimenti, salvaguardia e rilancio. «Nello stabilimento di Melano – ricorda – sono uscite molte più persone rispetto a quelle previste dal piano, e a cui bisogna garantire lavoro, senza esternalizzarlo, ma andandolo a prendere dove già c’è». Secondo Giampiero Santoni (Cisl) «sono passati 16 mesi dall’accordo al Ministero, ma l’unica cosa che ha funzionato ad oggi sono i licenziamenti e la cassa integrazione. Per il resto gli investimenti sui prodotti e soprattutto sul processo si vedono solo le briciole, poche automazioni e addirittura alcune riciclate». Secondo Isabella Gentilucci (Uilm) «serve un piano industriale fondato sull’occupazione».

Il mese scorso l’ultimo sciopero dei dipendenti alla luce dei numeri di settembre: 6 giorni di chiusura totale dello stabilimento di Melano e per tutto il mese utilizzo della cassa che ha portato a una capacità produttiva attorno al 60%. Sulla questione è intervenuta la sindaca di Fabriano, Daniela Ghergo: «Lo stabilimento rappresenta la storia e il futuro del nostro distretto. Non possiamo permettere che incertezze strategiche o scelte di riorganizzazione aziendale scarichino il loro peso sulle famiglie e sul territorio. Pretendiamo il rispetto dell’accordo siglato da Beko al Ministero ad aprile 2025».




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