Sardegna

Usi Civici a Orosei. La sindaca blocca la diffida: “Istanze prive di fondamento gli uffici non possono disapplicare i vincoli”

OROSEI – «La diffida  inviata al Comune di Orosei dall’Avvocato Luche appare del tutto fuori contesto e priva di fondamento». Rompe il silenzio la sindaca di Orosei, Elisa Farris, e lo fa con una dichiarazione perentoria destinata a ridefinire i confini di uno scontro burocratico e legale che si trascina ormai da oltre vent’anni nel litorale baroniese.

LA POSIZIONE DEL COMUNE DI OROSEI  – La prima cittadina interviene direttamente nel merito della documentazione trasmessa dal legale, smontando l’interpretazione data alla recente sentenza del Tribunale di Nuoro, che ha visto l’assoluzione di un dirigente dell’Agenzia delle Entrate dall’accusa di omissione di atti d’ufficio. «È bene precisare – chiarisce Farris – che tale pronuncia non entra nel merito dell’accertamento del vincolo». Secondo la linea dell’amministrazione, il gravame non può essere cancellato con un colpo di spugna dagli uffici comunali: l’ostacolo cartolare potrebbe essere superato esclusivamente da una nuova ricognizione da parte della Regione Sardegna o da un pronunciamento del Commissario degli usi civici. Depennare il vincolo dai certificati di destinazione urbanistica (CDU), come intimato dal professionista, equivarrebbe per la sindaca a «chiedere all’Ente di sottrarsi arbitrariamente agli obblighi di legge ed esporre i responsabili degli uffici a conseguenze legali di diversa natura». Una presa di posizione netta, volta a «fare chiarezza su un argomento che troppo spesso diventa oggetto di strumentalizzazioni capaci solo di ingenerare confusione e alimentare tensione».

IL CASO GIUDIZIARIO E LA TESI DEL LEGALE –  Di segno diametralmente opposto la ricostruzione dell’avvocato Roberto Luche, secondo cui il dispositivo emesso dal collegio giudicante del Tribunale di Nuoro il 10 dicembre scorso (depositato a febbraio 2026) rappresenta «un punto di non ritorno». Pur a fronte dell’assoluzione dell’ex direttore ad interim dell’ente previdenziale perché il fatto non costituisce reato, il legale sottolinea come l’istruttoria dibattimentale abbia cristallizzato una realtà documentale e testimoniale definita incontrovertibile. Dai verbali d’udienza e dalle verifiche della stessa Agenzia delle Entrate emergerebbe che sul lotto di Marzellinu, a Cala Liberotto, non sia mai stato formalmente imposto né trascritto alcun demanio civico. Una discrasia che Luche addebita a un continuo “rimbalzo di responsabilità” tra gli uffici regionali e comunali, i quali avrebbero mantenuto in vita l’efficacia della determinazione del 2011 costringendo il cittadino a una vera e propria “probatio diabolica”.

 LA DIFFIDA AI VERTICI DELLO STATO –   L’avvocato Luche ha notificato il provvedimento non solo alla giunta regionale guidata da Alessandra Todde e al Comune di Orosei, ma ha investito del caso le massime cariche istituzionali del Paese, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai ministeri competenti. L’atto (ormai scaduto a cui nessun ente ha dato seguito) intima l’annullamento con effetto retroattivo (ex tunc) del provvedimento del 2011 e il rilascio immediato di certificazioni urbanistiche pulite. Al centro della denuncia, un pesante bilancio esistenziale e professionale: il legale lamenta un calvario iniziato nel 2017 con il rientro forzato in Italia, che gli ha causato un severo stress psicologico, lesioni alla reputazione e la perdita di chance internazionali di primissimo piano, tra cui la rinuncia al conseguimento del titolo di “Solicitor-Advocate” nel sistema di Common Law. Il risarcimento del danno richiesto è colossale: una cifra non inferiore all’intero ammontare dei fondi pubblici stanziati negli anni dalla Regione per i bandi e gli appalti di mappatura affidati a società esteree.

 ULTIMATUM SCADUTO E SPETTRO DELLA PROCURA ANTIMAFIA  – Con la scadenza del termine di 15 giorni fissato nella diffida e il muro alzato dal Comune di Orosei, la vertenza si sposta ora sul piano della giustizia penale. L’avvocato Luche ha formalizzato l’intenzione di chiedere un’audizione urgente, in sede congiunta, ai Procuratori capo di Cagliari e Nuoro, al Procuratore Generale presso la Corte d’Appello e al Procuratore Nazionale Antimafia Giovanni Melillo, per individuare i presunti responsabili di quella che definisce una paralisi amministrativa in malafede. Il legale liquida inoltre come “velleità” prive di efficacia i recenti tentativi normativi e di mappatura concertati dalla Commissione Paritetica e dal Consiglio Regionale attraverso la risoluzione n. 5 del novembre 2025, rimarcando come l’unica via d’uscita legittima resti l’applicazione rigorosa dei documenti storici e l’impiego di periti dotati di comprovata competenza specialistica


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