Marche

mercoledì a Civitanova si vota a carte scoperte. Per approvare la mozione servono 13 sì



CIVITANOVA C’è una data, c’è un orario. Mercoledì 14 ottobre, alle 21.30, si terrà il consiglio comunale in cui sarà discussa la mozione di sfiducia contro il sindaco Fabrizio Ciarapica. Ieri c’è stata la conferenza dei capigruppo per stabilire quando si sarebbe dovuta tenere la seduta e poi stilare l’ordine del giorno. 

La comunicazione

Prima della mozione, ci sarà la comunicazione del sindaco sul ritiro delle deleghe all’assessore Roberta Belletti. Una prassi da espletare, con il primo cittadino che dovrà fornire le motivazioni della sua scelta, ma che non prevede una discussione. Quindi si procederà alla sostituzione di Pierpaolo Rossi nel Cda dell’azienda di servizi alla persona (Asp) Paolo Ricci. Un membro in quota all’opposizione. Rossi, nel luglio scorso, aveva inviato la lettera di dimissioni specificando di non riconoscersi nel contesto politico e di «non poter rappresentare coerentemente le idee dell’opposizione». Poi c’è la mozione di sfiducia, l’atto che potrebbe mettere fine, con qualche mese di anticipo, al secondo mandato di Ciarapica. Da Roma, infatti, dopo il voto di fiducia su diversi articoli della nuova legge elettorale, è arrivata l’indicazione di un election day, con politiche e amministrative insieme, a maggio. Questa, quindi, la naturale scadenza dell’amministrazione comunale. La sfiducia al sindaco è stata sottoscritta da 12 consiglieri comunali (la quota minima per un consiglio comunale di 24 seggi è di 10 firme, pari ai due quinti): sono, nell’ordine in cui appaiono nel documento, Francesco Micucci, Mirella Paglialunga, Letizia Murri, Elisabetta Giorgini, Lidia Iezzi, Yuri Rosati, Piero Gismondi, Fausto Troiani, Piero Croia, Paolo Marino Mercuri, Nicolò Renzi e Giuseppe Lepretti. Dei tre del gruppo di Vince Civitanova le firme del centrodestra: nell’opposizione manca quella di Silvia Squadroni. Per essere approvata, la mozione deve ottenere la maggioranza assoluta dei componenti del consiglio comunale, il 50% più uno dei voti, vale a dire 13. Come ormai noto, ne manca uno. Dopo la discussione in cui ognuno dei consiglieri potrà prendere la parola e il sindaco difendersi dalle “accuse”. «La mozione, si legge nel documento – non trova il suo punto d’incontro nell’appartenenza politica dei suoi sottoscrittori né nella condivisione di un comune progetto politico futuro, ma nella valutazione negativa delle condizioni politiche e fiduciarie necessarie alla prosecuzione dell’attuale amministrazione».

Il punto

Il nocciolo della motivazione risiede «nell’adesione del sindaco a Futuro Nazionale che rappresenta una significativa discontinuità politica rispetto al progetto sottoposto al voto dei cittadini nel 2022». La votazione, come previsto dall’articolo 52 del Testo unico degli Enti locali, deve avvenire obbligatoriamente per appello nominale: ogni consigliere viene chiamato ad esprimersi in modo favorevole, contrario, oppure astenersi. Dopo gli interventi fortemente critici di Pierpaolo Borroni e Igori Pettinelli, consigliere regionale e coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, il destino di Ciarapica sembrava segnato. Ma FdI ha cambiato strategia. Probabilmente in maggioranza saranno diverse le assenze.

Emanuele Pagnanini

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