nasce il comitato dei residenti, già 600 firme
Un’assemblea pubblica tra i prati, poi una campagna di sottoscrizione che in pochissimo tempo ha raccolto centinaia di adesioni.
Nel territorio del Municipio VII prende forma un nuovo movimento civico, un comitato di quartiere nato con l’obiettivo di rimettere al centro dell’agenda politica cittadina il destino e la cura di uno dei polmoni verdi e archeologici più importanti e frequentati della Capitale.
L’atto formale di inizio delle attività si è consumato lo scorso 21 maggio con un incontro pubblico lungo via Lemonia, proprio a ridosso delle storiche arcate romane.
Il nucleo di cittadini, tuttavia, portava avanti da mesi un lavoro di mappatura delle criticità dell’area, focalizzando le richieste su tre assi principali: potenziamento dei servizi essenziali, accessibilità dei percorsi e valorizzazione del patrimonio edilizio esistente.
La priorità dei servizi igienici e il nodo delle feste
La rivendicazione più sentita, che si ripresenta puntualmente a ogni cambio di stagione, riguarda la totale assenza di bagni pubblici strutturati all’interno dell’area verde.
Durante i fine settimana e in occasione delle grandi ricorrenze della primavera — dai picnic di Pasquetta fino alle scampagnate del Primo Maggio — l’afflusso di famiglie, sportivi e turisti satura gli spazi del parco, rendendo evidente la carenza di infrastrutture sanitarie di base.
«Non si tratta di gestire soltanto i picchi legati ai giorni festivi», precisa Carolina Farina, portavoce del neonato comitato. «Il Parco degli Acquedotti è un punto di riferimento quotidiano per i residenti del quadrante, per chi pratica sport e per i bambini. La mancanza di servizi igienici rappresenta una lacuna non più tollerabile per uno spazio di queste dimensioni».
Il corridoio verde verso Tor Fiscale e il futuro dei casali
La piattaforma rivendicativa contenuta nella petizione popolare affronta anche il tema delle connessioni della rete ecologica locale.
Il comitato chiede un intervento di ripristino e manutenzione del corridoio pedonale che collega gli Acquedotti al vicino Parco di Tor Fiscale.
Allo stato attuale, infatti, il transito è consentito solo attraverso un piccolo sentiero in terra battuta, ciclicamente invaso dalla vegetazione spontanea e impraticabile per passeggini o persone con ridotta mobilità.
Altro punto focale della mobilitazione è la rigenerazione urbana senza consumo di suolo. I residenti chiedono il restauro e il riuso pubblico dei complessi rurali storici presenti nel perimetro protetto, oggi in stato di abbandono, come i Casali di Roma Vecchia, il Sellaretto e la struttura di via Capannelle.
L’obiettivo è ricavare centri culturali, aule didattiche e spazi di aggregazione stabili. «Siamo tra i pochi grandi parchi di Roma a non disporre di una vera sede istituzionale o di una “Casa del Parco”, potendo contare solo sulle attività di un piccolo chiosco privato», evidenzia Farina.
L’istanza territoriale ha già intercettato la sponda della politica comunale. Alessandro Luparelli, capogruppo capitolino di Sinistra Civica Ecologista, ha censurato lo stato di incuria dei manufatti storici, annunciando la presentazione a breve di un apposito atto d’indirizzo in Assemblea Capitolina per impegnare la giunta a sostenere i progetti del comitato.
Nel frattempo, la raccolta firme ha già superato quota seicento e il comitato ha calendarizzato nuovi tavoli informativi e assemblee per estendere la partecipazione a tutte le realtà associative del territorio.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link





