Toscana

Gamurrini e la dote da 950 preferenze


Dal 1994, anno in cui è entrata in vigore ad Arezzo l’elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale, il suo è il risultato personale – in termini di preferenze ottenute – più alto della storia cittadina. Una dote di tutto rispetto quella portata da Gianfrancesco Gamurrini a Marcello Comanducci, candidato sindaco per il Comune, che il 7 e 8 giugno affronterà il secondo turno di votazioni per contendersi la poltrona di primo cittadino con Vincenzo Ceccarelli.

Comanducci riscrive il destino del centrodestra aretino, per Ceccarelli è tosta. Gli scenari

Undici anni dopo il suo exploit elettorale, nella tornata 2026 l’ex vice sindaco di Arezzo ha convinto 951 persone a scrivere il suo nome della scheda. “Davvero non ci sono parole – spiega – sono grato per questa fiducia accordatami. In questi ultimi mesi mi sono concentrato moltissimo per sostenere il gruppo e Marcello Comanducci, nostro candidato sindaco. Va da sé che ho dedicato poco tempo a “raccogliere” voti per me stesso. Quindi questa cifra che oggi leggo ha, per me, un valore ancora più grande”.

E come se la spiega? “Credo che parte di questo risultato sia da attribuire a quanto fatto durante i miei anni da amministratore ma penso pure che le persone abbiano una buona idea di me. Forse questa “aretinità” verace, schietta, ha convinto”.

Quanto ha inciso l’essere candidato di una lista civica, sebbene facente parte di una coalizione di centrodestra con partiti radicati nel territorio? “La lista Fare ha esordito con il botto. Tutti hanno ottenuto un numero sorprendente di preferenze e questo soprattutto in considerazione del fatto che molti erano alla loro primissima esperienza politica come candidati. Ottenere il 14,54% con 6.043 voti espressi direttamente sul nostro simbolo dopo una campagna elettorale di poco più di 3 mesi è un dato che ci riempie di orgoglio e che, inevitabilmente, va a confermare la bontà del programma presentato e del candidato da noi scelto”.

E adesso cambierà qualcosa in termini di equilibrio politico interno? “Adesso concentrati fino all’obiettivo finale. Non dobbiamo perdere di lucidità. Siamo certi delle nostre idee, della nostra squadra e dei nostri valori. Per le considerazioni ci sarà tempo”.

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