Lazio

finto poliziotto raggira un’anziana per mezzo milione di euro

Un drammatico mix di pressione psicologica, autorità simulata e un bottino record che sfiora i 500mila euro.

È lo scenario dell’ultimo, pesante raggiro consumato nel cuore della Capitale ai danni di una professoressa in pensione di 68 anni, caduta nella trappola di una banda di professionisti delle truffe telefoniche capaci di sottrarle l’equivalente di una fortuna tra denaro contante, orologi di pregio e preziosi di famiglia.

La dinamica si è sviluppata lungo i binari di un copione ormai tristemente collaudato, ma con una variante studiata per spiazzare la vittima: l’interlocutore si è infatti qualificato al telefono come un funzionario della Polizia di Stato e non, come accade più di frequente nelle casistiche criminali, come appartenente all’Arma dei Carabinieri.

Il pretesto dell’indagine stradale e l’appuntamento in via Parigi

Il truffatore ha agganciato telefonicamente la donna comunicandole che la sua autovettura privata era finita al centro di un’importante indagine giudiziaria, poiché presumibilmente utilizzata per compiere gravi reati sul territorio.

Per dimostrare la totale estraneità del nucleo familiare ai fatti contestati e scongiurare pesanti conseguenze legali, la vittima è stata convinta a raccogliere tutti i beni di valore custoditi nell’abitazione al fine di sottoporli a una fittizia “perizia tecnica e inventario”.

Mantenuta sotto costante stress emotivo e con il divieto assoluto di interrompere la comunicazione per chiamare i parenti, la sessantottenne ha assecondato le istruzioni: ha racimolato circa 100mila euro in contanti, uniti a diversi cronografi di lusso e gioielli.

Subito dopo ha raggiunto il punto d’incontro concordato con i malviventi in via Parigi, a pochi passi da piazza della Repubblica.

Il passaggio del bottino e l’intervento del Viminale

Ad attendere la donna sul marciapiede non c’era alcuna pattuglia istituzionale, bensì un uomo in abiti civili che, sfoggiando modi estremamente rassicuranti e professionali, si è fatto consegnare la borsa con i valori.

Prima di dileguarsi, il complice ha invitato la professoressa ad attendere sul posto l’arrivo imminente di una seconda squadra per il rilascio dei verbali.

Solo dopo diversi minuti di solitaria attesa in strada, la vittima ha compreso la reale natura dell’inganno, realizzando di essere stata derubata. La donna si è quindi diretta immediatamente presso gli uffici del vicino Commissariato Viminale per sporgere formale denuncia.

Gli investigatori della Polizia di Stato hanno avviato tempestivamente le indagini: sotto la lente d’ingrandimento ci sono i tabulati telefonici della vittima e le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona, fondamentali per tracciare la fuga del finto agente e identificare la rete di basisti.

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