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MotoGP, il Gran Premio di Misano verso il record di pubblico e di ricadute economiche

Ottantacinque milioni di euro in tre giorni. È la ricaduta che il Misano World Circuit attribuisce al Gran Premio Red Bull di San Marino e della Riviera di Rimini, in pista da venerdì 11 settembre a domenica 13 settembre per il 14esimo appuntamento del campionato.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La MotoGP approda in Romagna in cerca di un padrone: Jorge Martín guida la classifica con 256 punti ma Marc Márquez, campione del mondo in carica, ha vinto ad Aragón sia la Sprint (le seconde qualifiche a mo’ di mini-gara) sia la gara e si è portato a sole diciannove lunghezze di distanza. Terzo il riminese Marco Bezzecchi che dodici mesi fa, davanti al pubblico di casa, conquistò la pole e chiuse secondo.

Dietro le tre giornate di spettacolo c’è una macchina economica che, secondo gli studi commissionati dal Misano World Circuit a Trademark Italia, nel 2024 ha generato 212mila presenze turistiche e un indotto sul territorio in progressivo aumento: le rilevazioni disponibili indicano 62,6 milioni per l’edizione 2015 e 65 per quella del 2018; dopo lo stop pandemico la stima è risalita a 80,3 milioni nel 2023 e ha superato gli 85 nel 2024, per un aumento del 36% in dieci anni.

A spingere il settore è l’affluenza. In quattro anni, infatti, Misano ha guadagnato 73mila spettatori: erano 101.140 nel primo weekend a capienza piena dopo il Covid, 141.056 l’anno seguente, 163.558 nel 2024 e 174.821 nel 2025, record assoluto della manifestazione. Il salto più netto è quello del sabato, passato da 25.300 a quasi 52mila presenze da quando la gara Sprint ha dato un ulteriore peso agonistico alla seconda giornata. Stando al ritmo degli ultimi tre anni, quota 180mila è alla portata dell’edizione al via.

Il rapporto fra l’indotto e la spesa necessaria a organizzare l’evento è salito nel frattempo da 7,1 a 9,5: per ogni euro investito, secondo gli studi, il territorio ne attiva quasi dieci. La crescita è arrivata a prezzo invariato, perché dal 2023 al 2026 il biglietto più economico per accedere al prato non ha subito ritocchi. Del resto, nella scomposizione dell’indotto complessivo del circuito le spese per alloggi e ristorazione pesano rispettivamente per il 42,6% e per il 26%, mentre la biglietteria resta una voce marginale.


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