Marche

«Mia moglie abusata dallo zio paterno». «È tutto falso». Ancona, l’ex marito a processo

ANCONA «Sono qui, giudice, per difendere la mia reputazione e quella di mio zio. Mi ha amato, protetto e custodito come una figlia, mi ha anche accompagnato all’altare quando mi sono sposata». Le parole pronunciate ieri mattina in aula sono quelle di una chiaravallese che si è costituita parte civile nel processo che vede sotto accusa l’ormai ex marito per falsa testimonianza.

I fatti

Stando alla procura l’uomo, un 46enne, avrebbe detto il falso durante un’audizione al tribunale dei minorenni, chiamando in causa lo zio paterno della donna e la maestra del figlio. Cosa avrebbe attribuito loro? Molestie. In particolare, nel corso dell’udienza del 7 novembre 2024 avrebbe sostenuto che la moglie gli aveva confidato, davanti ai suoi parenti, che lo zio aveva abusato di lei quando abitavano insieme. Ma non solo: «Ha anche detto che avevamo ritirato nostro figlio dall’asilo perché la maestra lo aveva molestato. È tutto falso» ha raccontato la donna nell’aula presieduta dal giudice Tiziana Fancello.

Il procedimento

L’udienza al tribunale di via Cavorchie si era tenuta nell’ambito di un procedimento civile nato dopo la denuncia sporta per maltrattamenti dalla vittima.

Un’accusa che poi ha portato il 46enne a processo. La donna era venuta a sapere di quelle frasi dall’avvocato che, in quel momento, la stava assistendo. «Mi ha provocato una sofferenza enorme, anche perché sapeva quanto fossi legata a mio zio paterno, morto otto anni fa» ha ricordato la donna, parte civile con la legale Federica Battistoni. «Mi è stata stravolta la vita perché mi è stato additato un marchio, non riuscivo più a dormire».

La testimone ha anche parlato del rapporto che aveva con lo zio che, prima di andare in pensione, prestava servizio nell’Arma. «Il mio ex marito sapeva dell’attaccamento particolare che avevo verso zio, mi ha amato e protetto come una figlia, se per anni siamo andati in vacanza è grazie a lui. Per stargli vicino quando si è ammalato, abbiamo abitato tutti insieme. Volevo dargli una mano, essendo io infermiera. Non ho mai fatto la confidenza sugli abusi, perché non sono mai accaduti» ha continuato la donna.

L’altro fronte

Per quanto riguarda il capitolo sulla maestra. «È vero che abbiamo ritirato nostro figlio dell’asilo, ma di comune accordo» ha specificato rispondendo alle domande del pm. «Lo abbiamo fatto perché non si trovava bene con l’insegnante. L’ultimo giorno l’abbiamo salutata tranquillamente. Non ci sono mai stati abusi». L’imputato, presente in aula, deve ancora essere sentito. È assistito dall’avvocato Daniele Cinti. Il processo è stato aggiornato al 2 novembre per sentire altri testimoni.




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