Mattarella sul caso Roggero, «Non si adatti la legge al singolo»
Così tanta cronaca di rado trova spazio al Quirinale. Nella cerimonia del Ventaglio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto il punto su ciò che accade fuori dai palazzi ma misura il polso alla politica. Come gli assalti ai cantieri Tav e il «clima di reciproca intolleranza, di avversione fanatica che contribuisce a seminare germi di violenza». Compreso il caso Roggero: sono i comportamenti che devono adeguarsi alla legge e non viceversa, ha sottolineato il Presidente. E poi ha ricordato ai partiti che per le urne c’è ancora un pò di tempo. E quindi, «mi auguro – ha detto – che le tensioni elettorali, ancora, per la verità, piuttosto intempestive, non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini e non inducano ad alterare la realtà delle questioni». Non strumentalizzare, non esasperare, non soffiare sul fuoco. La vita politica «si svolga nel reciproco rispetto; senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata, e, a mio avviso, anche controproducente». Nella mezz’ora di cerimonia, la politica è stata declinata sulla cronaca. Il caso Roggero, evocato nel saluto del presidente della Stampa parlamentare Alfonso Raimo, è riaffiorato quando Mattarella ha avvertito: se si pensa «che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato». Che poi non è solo Roggero. Perché intanto in Parlamento si discute di riconoscimento facciale. E dopo i disordini per la Tav è arrivata una proposta per inasprire le pene per le devastazioni e gli scontri con le forze dell’ordine. La politica deve cercare un equilibrio fra condanna, rigore e diritti. «Quanto avvenuto sabato in Val di Susa è inammissibile, sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica» ha detto Mattarella.
E attenzione: «Non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi». Le censure dei politici siano nette e pronte, non si lascino varchi. Sul piano interno, il Presidente è tornato a lanciare l’allarme astensionismo: «La preoccupazione per il crescente fenomeno della mancata partecipazione al voto dovrebbe essere il punto di attenzione principale per tutte le parti politiche». E ha affrontato il tema immigrazione. Citando Leone XIV, Mattarella ha parlato della «insuperabile necessità di accantonare la logica dell’emergenza – del tutto improduttiva, come risulta ormai senza ombra di dubbio – e di impegnarsi in interventi di strategia di governo del fenomeno». L’Europa attira persone da ogni parte del mondo perché, «in pochi anni, è riuscita a trasformarsi, da continente lacerato per tanti secoli da contrasti e guerre sanguinose, nella più vasta area di pace e sviluppo comune». Una realtà che va «contrapposta al tentativo di ritornare alla barbarie nella vita internazionale ripristinando la legge del più forte, peraltro, come si vede, di dubbia efficacia». Certo, anche l’Ue potrebbe fare di più. Però, ha detto Mattarella, «le critiche rivolte all’Unione per insufficiente incisività dalla sua azione» sono «avanzate con accanimento soprattutto da chi ne ostacola, in ogni modo e circostanza, la possibilità di strumenti decisionali e operativi più efficaci». Presente e futuro. Anche del giornalismo, vista la platea. «Appare difficilmente comprensibile» il ritardo dell’Italia nel recepimento del regolamento europeo del 2025 sulla libertà dei media. Nell’attesa, è comunque «auspicabile che si ponga finalmente riparo alla paralisi del sistema radio tv pubblico determinato dal blocco nel funzionamento della Commissione» di vigilanza. E poi c’è «una questione generale: quella che riguarda l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella generazione delle notizie. Cloni di notizie, prodotti artificialmente da macchine, senza alcuna verifica». Ma “l’informazione non è clone di sé stessa. Non è la caricatura della pecora Dolly».
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