Sardegna

Abbanoa restituisce alla Regione 231 milioni di euro per gli aiuti di Stato

Cagliari

I 342 Comuni soci salgono all’86% delle quote senza aumenti in bolletta né tagli agli investimenti

Abbanoa ha saldato definitivamente alla Regione Sardegna i 231.300.094 euro legati agli aiuti di Stato ricevuti nel 2013. Il pagamento è stato effettuato per via telematica tramite bollettino PagoPA alla presenza dei vertici della società: il presidente Giuseppe Sardu, il direttore generale Stefano Sebastio e il direttore finanziario Antonio Mulas.

La restituzione della somma apre ufficialmente una nuova fase nella governance dell’azienda e rafforza la scelta della gestione pubblica dell’acqua. Con la chiusura di questo contenzioso si concretizza una vera e propria rivoluzione societaria: la quota di capitale in mano ai 342 Comuni dell’Isola salirà fino all’86%, rispetto a quella precedente che si attestava sotto il 30%. Si tratta di un orientamento ampiamente condiviso dalla Giunta regionale guidata dalla presidente Alessandra Todde, dall’Egas (l’Ente di governo d’ambito) e dalle assemblee dei sindaci svoltesi tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026.

L’operazione si è svolta nel rigoroso rispetto dei parametri comunitari sul rientro degli aiuti di Stato e si è conclusa senza ostacoli: nessun Comune ha scelto di recedere dalla società per liquidare le proprie quote e nessun creditore ha impugnato la riduzione del capitale sociale. Anche la Commissione Europea e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) hanno espresso parere favorevole.

Rilevante anche l’impatto sul servizio e sugli utenti: il maxi-conguaglio non toccherà l’operatività quotidiana di Abbanoa, non comporterà aumenti nelle bollette delle famiglie e non fermerà il piano di investimenti destinato alla manutenzione e all’efficientamento delle reti idriche.

Come ha spiegato il presidente Sardu all’Ansa, il traguardo è il risultato di un lungo impegno affiancato da advisor tecnici e legali, tra cui lo Studio Bonelli-Erede. Sardu ha evidenziato che ora la società possiede i requisiti finanziari e societari non solo per portare a termine l’affidamento in scadenza nel 2028, ma anche per avanzare la richiesta di proroga della concessione fino al 2034, dimostrando che l’acqua in Sardegna può rimanere un bene gestito interamente dal settore pubblico, in continuità con quanto avviene a livello europeo.

Giovedì, 30 luglio 2026

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