Liguria

martedì e mercoledì saranno le giornate più critiche  – Lavocedigenova.it


 Arriva la terza orndata di caldo torrido sull’Europa e sull’Italia a causa di una nuova espansione dell’anticiclone subtropicale africano: già domenica le temperature sono ben oltre le medie stagionali con punte superiori ai 40 gradi soprattutto al Centro-Sud e nelle Isole maggiori. 

Ma secondo gli esperti, la fase più intensa dell’ondata di calore nel nostro Paese è attesa tra martedì 14 e mercoledì 15 luglio, quando masse d’aria molto calda provenienti dal Sahara interesseranno gran parte della Penisola. Le temperature potranno raggiungere i 38-39 gradi in diverse aree interne di Lazio e Toscana, mentre in Sardegna i valori massimi potrebbero superare i 42 gradi.

“Stiamo vivendo una stagione caratterizzata da eventi estremi e persistenti”, osserva Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it. L’alta pressione garantirà condizioni di tempo stabile e soleggiato su gran parte del Paese per buona parte della prossima settimana. 

Il caldo interesserà anche le regioni settentrionali e l’arco alpino, dove il rialzo delle temperature favorirà un ulteriore aumento dello zero termico e l’accelerazione della fusione dei ghiacciai. Una possibile svolta potrebbe arrivare intorno al 18 luglio, quando un fronte instabile in discesa dal Nord Europa potrebbe raggiungere le regioni settentrionali, determinando un calo delle temperature e l’arrivo di temporali.

Gli esperti segnalano tuttavia il rischio di fenomeni intensi, comprese grandinate, a causa del forte accumulo di calore nei bassi strati dell’atmosfera. Per il professor Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano, la nuova ondata di caldo causerà da oggi un forte accesso ai pronto soccorso, “perché arriva – spiega – su una popolazione che ha già subito due episodi di caldo intenso nelle settimane scorse e gli effetti sono cumulativi”.

Ma l’allerta caldo non riguarda solo l’Italia: l’ondata di calore ha costretto anche gli organizzatori del Tour de France a ridurre di trenta chilometri il percorso della nona tappa da Malemort a Ussel: la partenza è stata spostata a Lanteuil e il tracciato è stato portato a 155 chilometri contro i 185 inizialmente previsti. 




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