Liguria

Decreto Autovelox, cos’è e perché per i 24 impianti a Genova non cambia sostanzialmente nulla


Genova. Entra in vigore oggi il cosiddetto decreto Autovelox, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale scattano le nuove regole sull’omologazione degli autovelox. Regole che mettono ordine, appunto, sulle procedure di omologazione, taratura e verifica dei dispositivi che accertano le violazioni dei limiti di velocità.

Il decreto cerca di eliminare una volta per tutte le incertezze normative e i dubbi interpretativi che hanno dato vita a migliaia di contenziosi, anche se c’è chi fa notare che un decreto non supera il Codice della strada e i ricorsi potrebbero comunque continuare. Ad ogni modo, il provvedimento che entra in vigore oggi, domenica 12 luglio, fissa i requisiti per ottenere l’omologazione e quindi rende legittimi i misuratori approvati dal 2017 in poi. Gli altri dovranno essere spenti.

Per la futura omologazione, ci saranno alcune novità: il margine di errore fissato a 3 km/h fino a 100 all’ora, l’oscuramento automatico dei volti, e una serie di parametri di affidabilità che i dispositivi dovranno rispettare per ottenere il via libera.

Autovelox, non cambia nulla per i 24 impianti attivi sul territorio cittadino

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti indica che gli autovelox attivi perché corrispondenti ai requisiti richiesti per l’omologazione sono circa 3.150. Per gli altri, circa 850 unità, i produttori dovranno richiedere l’omologazione del prototipo presentando la documentazione integrativa prevista dal decreto.

A Genova non cambierà sostanzialmente nulla. “Questo perché il nostro Comune è stato più lungimirante di altri e negli anni gli apparati più risalenti sono stati cambianti con modelli approvati secondo la normativa del 2017 – spiega l’assessora alla Polizia locale Arianna Viscogliosi – di conseguenza, i 24 dispositivi attualmente in esercizio sul territorio comunale beneficiano dell’omologazione automatica prevista dal nuovo decreto”

“Con l’entrata in vigore del decreto ministeriale recante la disciplina dell’omologazione dei dispositivi per il rilevamento della velocità, il Comune di Genova si presenta in una posizione di piena conformità normativa – continua l’assessora – il nuovo decreto prevede infatti che i dispositivi approvati ai sensi del D.M. 13 giugno 2017, n. 282 e ricompresi nell’allegato B siano automaticamente considerati omologati, senza necessità di ulteriori procedure”. “Le verifiche effettuate dagli uffici competenti hanno confermato che tutti i dispositivi fissi di proprietà o in uso al Comune di Genova rientrano in tale disciplina transitoria“, conclude.

Decreto Autovelox, cos’è e cosa prevede

Gli autovelox dovranno rispettare specifici livelli di prestazione. Il tasso di rilevamento dei veicoli dovrà essere almeno del 90%, così come la classificazione dei veicoli. La corretta associazione della velocità al veicolo rilevato dovrà arrivare al 95%. La stessa soglia (95%) è prevista per l’acquisizione delle immagini e per il riconoscimento delle targhe.

Il decreto interviene anche sul tema dell’accuratezza della misurazione. Durante le verifiche di omologazione, il valore registrato dal dispositivo non potrà discostarsi di oltre 3 km/h rispetto allo strumento campione per velocità fino a 100 km/h. Oltre tale soglia il limite è fissato al 3%. È un requisito tecnico che non c’entra con il concetto di “tolleranza” applicato alle sanzioni, che resta quella prevista dalla normativa.

Il decreto arriva dopo una lunga stagione di polemiche sugli autovelox. La validità delle multe elevate da apparecchi privi di una chiara omologazione ministeriale è stata messa in dubbio da numerose sentenza che hanno finito per fare giurisprudenza e alimentare numerosi contenziosi. I vari giudizi hanno evidenziato la differenza tra il semplice processo di approvazione tecnica e la vera e propria omologazione prevista dalla normativa.

Codacons: “Genova terza città per valore di incassi da velox in cinque anni”

Nelle principali 21 città italiane, gli autovelox hanno garantito alle casse dei Comuni proventi per 306,5 milioni di euro negli ultimi 5 anni, rappresentando “un vero e proprio tesoretto per le amministrazioni locali”. Lo calcola il Codacons, nel giorno in cui entrano in vigore le nuove misure varate dal Mit sull’omologazione degli apparecchi.

Con incassi pari a 86,1 milioni di euro, Firenze si piazza in testa alla classifica delle città con i maggiori proventi nel periodo 2021-2025, staccando nettamente Milano, al secondo posto con 52,1 milioni di euro.

Al terzo posto Genova con circa 30 milioni di euro tra il 2021 e il 2025, seguita a stretta distanza da Bologna (29,9 milioni), mentre Roma si ferma a 25,4 milioni di euro. Tra le città che nel periodo in esame hanno utilizzato gli autovelox sul territorio comunale, in ultima posizione si piazza Aosta, con entrate per soli 4.514 euro e solo nel 2021, mentre Napoli ha incassato in 5 anni appena 59.713 euro.




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