Liguria

Sicurezza, il sindacato di polizia Siap: “Le assegnazioni di agenti in Liguria? Insufficienti”


Genova. Il sindacato di polizia Siap interviene sul tema della sicurezza e conferma i timori già espressi nei giorni scorsi relativamente all’annuncio da parte del governo dell’arrivo di oltre 70 nuovi agenti di polizia di Stato sul territorio ligure. Il segretario Roberto Traverso parla di “risorse insufficienti” e della necessità di arrivare a una firma dei patti per la sicurezza.

“I dati ufficiali relativi ai rafforzamenti degli organici delle questure e dei commissariati confermano purtroppo quanto il Siap denuncia da tempo – scrive Traverso in una nota – le assegnazioni previste sono assolutamente insufficienti rispetto alle reali esigenze del territorio”.

“L’aspetto ancora più grave è che questi rafforzamenti non saranno nemmeno sufficienti a compensare i pensionamenti. Ciò significa che, anziché registrare un incremento degli organici, molte realtà si troveranno con un saldo addirittura negativo. Una situazione inaccettabile che dimostra come le richieste provenienti dal territorio non siano state ascoltate”.

“Avevamo rappresentato con forza la necessità di un intervento concreto per rafforzare gli uffici della Polizia di Stato, evidenziando le criticità operative che quotidianamente affrontano i poliziotti. Oggi i numeri ufficiali confermano che quelle esigenze sono rimaste senza una risposta adeguata”.

“Si continua a chiedere uno sforzo straordinario agli operatori della Polizia di Stato, già impegnati a garantire elevati livelli di sicurezza nonostante organici insufficienti, mentre attendono il rinnovo del contratto di lavoro, il pagamento di prestazioni di lavoro straordinario maturate anche da oltre due anni e sono sempre più spesso chiamati a svolgere attività che esulano dalle specifiche competenze connesse ai rispettivi ruoli e alle qualifiche rivestite”.

“Il rischio professionale cui sono esposti i poliziotti è ormai diventato insostenibile. Non è più possibile continuare a pretendere gli stessi risultati con un numero sempre minore di operatori”.

“Di fronte a questi dati sarà inevitabile assumere decisioni organizzative serie. Non si possono continuare a mantenere in piedi strutture ormai svuotate di personale. Gli uffici dovranno essere necessariamente riorganizzati sulla base degli organici realmente disponibili, perché diversamente si rischia di compromettere sia l’efficienza dei servizi sia la sicurezza degli operatori”.

“Per quanto riguarda Genova, questo scenario era già stato affrontato nel corso del confronto con il Questore, che aveva anticipato come, in assenza di adeguati rafforzamenti, sarebbe stato inevitabile intervenire sull’organizzazione degli uffici. Oggi quella valutazione trova piena conferma nei dati ufficiali. Del resto, sul territorio genovese operano Commissariati che superano di poco le trenta unità di personale: numeri che impongono scelte organizzative responsabili”.

“Questa situazione conferma anche un’altra necessità non più rinviabile: accelerare ovunque sia possibile l’attuazione dei Patti per la Sicurezza Urbana. Il SIAP sostiene da tempo che questo strumento, previsto dalla normativa vigente, debba essere finalmente applicato con convinzione attraverso accordi tra Prefetti e Sindaci”.

“I Patti per la Sicurezza Urbana consentono infatti di mettere a sistema le risorse disponibili, favorire il coordinamento istituzionale, valorizzare il contributo delle Polizie Locali nell’ambito delle rispettive competenze e costruire una risposta più efficace alle esigenze dei cittadini. Oggi questa scelta diventa ancora più urgente proprio perché gli organici della Polizia di Stato non saranno nemmeno in grado di compensare il turn over”.

“I dati ufficiali parlano da soli. Così non si può andare avanti. Servono maggiori investimenti sul personale, una riorganizzazione coerente con gli organici realmente disponibili e una concreta attuazione delle politiche di sicurezza urbana. Solo in questo modo sarà possibile garantire una maggiore sicurezza ai cittadini e, nello stesso tempo, tutelare la professionalità e ridurre il rischio operativo che ogni giorno grava sui poliziotti”, conclude.




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