Le brigate Al Quds, gli 007 e gli infiltrati. Così il regime uccide gli obiettivi all’estero
Donald Trump è già finito nel mirino iraniano come altre personalità americane. Agenti di Teheran sono rimasti coinvolti in eliminazioni di dissidenti o nemici eccellenti come l’ultimo premier dello Scià. Lo scrittore Salman Rushdie è sopravvissuto per un pelo a un attentato 33 anni dopo la famosa fatwa dell’ayatollah Khomeini, che lo condannava a morte. “La nazione chiede di vendicare il mio predecessore e padre”, è la minaccia esplicita di Mojtaba Khamenei, la guida “fantasma” della Repubblica islamica. Le operazioni all’estero, più delicate e drastiche, vengono pianificate dall’Unità 840 della brigata Al Quds, punta di lancia dei Guardiani della rivoluzione in collaborazione con il ministero dell’Intelligence.
Il 6 marzo una corte federale americana condanna Asif Merchant, addestrato dai Pasdaran e infiltrato negli Usa. John A. Eisenberg, assistente del procuratore generale per la sicurezza nazionale, rivela che il suo “obiettivo era compiere atti di terrorismo e facilitare l’assassinio di funzionari del governo degli Stati Uniti, incluso il presidente Trump”. The Donald è da tempo nel mirino dopo l’ordine, durante il suo primo mandato, di uccidere il comandante di Al Quds, Qasem Soleimani. Nel 2024 la procura federale ha accusato un altro sospetto, Farhad Shakeri, di “avere sorvegliato i movimenti di Donald Trump con l’intenzione di assassinarlo” subito dopo la seconda elezione, per conto dei Pasdaran. Nel giugno 2025, dopo la prima guerra con l’Iran, l’ayatollah Naser Makarem Shirazi ha emesso una fatwa contro il presidente Usa e il premier israeliano Benjamin Netanyahu condannandoli morte.
Fbi e Cia hanno già sventato complotti contro obiettivi di primo piano negli Stati Uniti come Mike Pompeo, ex segretario di Stato e capo dell’intelligence e John Bolton Consigliere per la sicurezza nazionale della prima presidenza Trump. A fine aprile, due mesi dopo l’inizio dell’attacco alla Repubblica islamica, che ha ucciso Khamenei, sono stati arrestati in Europa 44 persone, spesso assoldati negli ambienti criminali, sospettate di fare parte di una rete di attacchi iraniani (28 nel Regno Unito, 10 nei Paesi Bassi, 4 in Francia e 2 in Belgio). L’omicidio più clamoroso risale al 6 agosto 1991 su territorio francese. Agenti iraniani eliminarono l’ultimo primo ministro dello Scià, Shapour Bakhtiar, che viveva in esilio. Nel 2024 l’operazione Marco Polo dei servizi francese e tedesco ha smantellato un’ampia cellula legata ai Pasdaran. Gli obiettivi primari in Europa sono i dissidenti iraniani o gli ebrei. In Spagna, Alejo Vidal-Quadras, ex vicepresidente del Parlamento europeo, è stato vittima di un tentato assassinio a Madrid. Lo scorso anno la deputata belga di origine iraniana, Darya Safai, ha rischiato di venire rapita in Turchia per le sue richieste di mettere i Pasdaran nella lista nera delle organizzazioni terroristiche. In Inghilterra, Italia e paesi del Nord vengono pedinati, minacciati e subiscono attacchi informatici i dissidenti, gli esponenti dei gruppi etnici come i curdi, i filo monarchici ed i giornalisti in esilio. Il 29 aprile due ebrei sono stati accoltellati a Londra da un presunto gruppo filo iraniano, Harakat Ashab al-Yamin al-Islamia. Lo Shin Bet, intelligence interna israeliana, ha sventato diversi piani di Hezbollah per eliminare alti gradi delle forze armate come Gabi Ashkenazi anni fa. Nel settembre 2024 è stato trovata una trappola esplosiva contrabbandata dal Libano, che doveva uccidere un generale.
Il tentativo di omicidio più eccellente ha ferito gravemente a coltellate lo scrittore anglo-indiano Salman Rushdie il 12 agosto 2022 durante un evento pubblico nello Stato di New York.
L’attentatore, condannato all’ergastolo, non si è mai pentito di avere risposto all’appello della fatwa iraniana che condannava a morte Rushdie per la pubblicazione dei “Versetti satanici” nel 1988. Lo scrittore aprirà in settembre il festival letterario Pordenone Legge in Friuli-Venezia Giulia.
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