Margaret Glaspy – I Am Both
Dopo tre anni dall’uscita di “Echo The Diamond“, Margaret Glaspy torna con questo suo quarto LP realizzato da ATO Records.
Prodotto da Joe Henry (Aimee Mann, Joan Baez), tre volte vincitore di Grammy, il nuovo disco è nato da una serie di sessioni dal vivo tenutesi ai Reservoir Studios di New York City con il batterista e percussionista Jay Bellerose (Bonnie Raitt, Robert Plant, Alison Krauss), il tastierista Patrick Warren (Tracy Chapman, Tom Waits, Bruce Springsteen) e il bassista Ross Gallagher (Paula Cole, Grails).

La bellezza di questo disco (undici canzoni per poco più di quaranta minuti) si puo’ già scoprire nella canzone che lo apre, ovvero il singolo principale “Michigan”: il brano, che racconta di una persona in fuga dalla città verso appunto il Michigan dopo fine di una relazione sentimentale, ci porta su toni country-folk con chitarre gentili e synth leggeri.
Subito dopo “Reminder” ci regali momenti di maggiore intimità, dove la sei corde acustica é ancora protagonista con la sua delicatezza, ma allo stesso tempo le percussioni svolgono un lavoro davvero interessante e continuativo, aggiungendo un certo ritmo al pezzo: negli ultimi secondi poi ecco che l’unico ingrediente rimane la voce ricca di emotività della californiana di stanza a NYC, lasciandoci a bocca aperta.
Più avanti, nella toccante “Martin Luther King Jr.”, la musicista nativa di Sacramento cita la più scontata delle influenze per un artista folk, ovvero Bob Dylan, utilizzando ancora l’acustica, insieme all’armonica e al piano: il risultato è pieno di sentimento e ci fa sentire i brividi sulla pelle.
“Petty”, invece, ha un suono più pesante in certi momenti sia con la sua vibrante chitarra che con il suo drumming più deciso, mentre l’atmosfera rimane più cupa rispetto a ciò che avevamo ascoltato fino a poco prima ma, attraverso il suo velo di malinconia, passa comunque anche la speranza di cui sono intrisi i suoi vocals, supportati anche da un pur sempre tenero piano.
Tornando a parlare di intimità non possiamo evitare di citare la bellisima “Sharp Knife”, basata soprattutto sul piano e ricca di emozioni e sentimenti, dove la voce della Glaspy mostra tutta la sua brillantezza e la sua qualità.
Il finger-picking della title-track “I Am Both” chiude il disco, mentre Margaret, sempre con la sua proverbiale gentilezza, usa uno spoken word inaspettato, quanto prezioso e perfettamente funzionale alla canzone.
A nostro avviso uno dei migliori album folk di questo 2026 finora, “I Am Both” vede la Glaspy regalare con grande naturalezza emozioni sincere e intense.
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