Gli eventi della città sono parte dell’esperienza turistica

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Michele Piccirillo, presidente Confercenti della provincia di Brindisi e Aigo Confesercenti Puglia, sul cartellone dell’estate brindisina.
Il dibattito di questi giorni sul cartellone estivo di Brindisi rischia di partire da una contrapposizione che, vista dal punto di vista turistico, ha poco senso: eventi per i brindisini da una parte ed eventi per i turisti dall’altra. Un evento pensato per chi vive in città non è certo precluso a chi viene da fuori. Anzi, può diventare una parte importante dell’esperienza del soggiorno.
Il turista visita naturalmente monumenti, musei e luoghi d’interesse, ma cerca anche il contatto con la vita del posto: vuole frequentare le piazze e i locali dove vanno i residenti, partecipare a una festa, a un concerto, a una manifestazione e, per qualche ora o qualche giorno, provare a vivere come vive chi quella città la abita.
È questo, in parole semplici, uno degli aspetti più interessanti del turismo esperienziale: non essere soltanto spettatore, ma entrare, per quanto possibile, nella vita del luogo che si sta visitando. E proprio per questo una manifestazione organizzata per i brindisini può essere apprezzata anche dal turista, perché gli offre qualcosa di autentico, che appartiene alla città e alla sua comunità.
Credo quindi che dovremmo evitare di dividere troppo nettamente ciò che viene organizzato per i brindisini da ciò che può interessare i turisti. Se chi soggiorna a Brindisi trova quella sera un concerto, uno spettacolo, una mostra o una festa frequentata dalla gente del posto, ha un’occasione in più per conoscere la città e, soprattutto, per viverla.
Naturalmente gli eventi da soli non bastano a costruire una destinazione turistica. Serve una strategia complessiva e sarà importante, una volta concluso il percorso costitutivo, il lavoro della Dmo (Destination Management Organization, ndr). Ma nel frattempo non possiamo pensare che debbano fare tutto le istituzioni. Anche chi lavora nell’ospitalità deve fare la propria parte.
Come Aigo Confesercenti, credo che dobbiamo lavorare per passare da una ricettività passiva a un’ospitalità esperienziale. La prima offre una buona sistemazione e i servizi necessari. La seconda fa qualcosa in più: mette l’ospite in relazione con il territorio, gli racconta cosa succede in città, gli suggerisce un evento, un ristorante, una bottega, un percorso o un luogo che magari da solo non avrebbe scoperto.
È anche uno dei temi sui quali Aigo Confesercenti Puglia sta lavorando attraverso la Bte Puglia (Borsa del Turismo Extralberghiero): migliorare la qualità dell’offerta non significa soltanto avere strutture più belle e servizi migliori. Significa anche migliorare la qualità dell’accoglienza e la capacità di mettere chi arriva in contatto con tutto quello che il territorio può offrire.
Perché chi arriva a Brindisi deve certamente poterla visitare, ma dobbiamo aiutarlo anche a viverla, possibilmente come un brindisino.
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