Malagò-Abodi, scontro alla Festa dei giovani di Fdi. Il presidente Figc: “È una questione politica, sono sotto attacco”. Il ministro: “Le regole vanno rispettate”
Da giorni il caso tesseramento è ormai deflagrato, mettendo definitivamente in discussione il futuro della Figc. Dopo una prima fase di cautela, ora Giovanni Malagò ha deciso di passare all’attacco. E lo ha fatto in casa di Fratelli d’Italia, ospite a Fenix, la festa in corso a Roma di Gioventù Nazionale, la costola giovanile del partito della premier Giorgia Meloni. Il presidente Figc ha parlato apertamente – “sono sotto attacco” – mentre alle sue spalle in videocollegamento c’era il ministro dello Sport, Andrea Abodi. L’acerrimo nemico, nella battaglia intestina per il controllo del pallone che oggi si gioca attorno al caso tesseramento. Il ministro ovviamente ha replicato: “Le regole vanno rispettate“.
Sono questi i due fronti contrapposti, con il Coni di Luciano Buonfiglio, ex figlioccio di Malagò, a sorpresa pronto a commissariare la Figc. “Se sono pentito dell’appoggio a Buonfiglio per la presidenza Coni? È stupefacente, tutto e tutti credo siano a dir poco sorpresi da certi comportamenti. Ma nella vita non si finisce mai di imparare”, ha detto Malagò a margine di “Fenix”, prima di salire sul palco per il panel “Una generazione senza mondiale”. Malagò ha subito rincarato la dose: “Qual è il problema? Lo capiscono tutti cosa sta succedendo, la questione è esclusivamente di carattere personale e politica”.
La questione è il mancato tesseramento di Malagò al momento della sua candidatura alle elezioni Figc, ritenuto invece un requisito in base allo Statuto. “Oggi io sono sotto attacco per una procedura elettorale in cui sono stato riconosciuto non solo totalmente non colpevole ma addirittura vittima, perché io non c’entro nulla”, ha detto dal palco Malagò. La sua candidatura fu giudicata valida dal segretario generale della Figc Marco Brunelli. Poi però il procuratore generale dello Sport presso il Coni Ugo Taucer ha chiarito che la tessera è un requisito necessario. Il presidente Figc sul punto dice: “Sono l’unico Presidente della Federazione che ha vinto un campionato italiano di calcio a 5 e quattro Coppa Italia”. E poi: “Sono stato 12 anni Presidente del Comitato Olimpico e sono l’unico membro individuale, ribadisco individuale, del Cio“.
Quindi, è il ragionamento di Malagò, “ora il problema sarebbe che improvvisamente dopo le elezioni un signore dice che non ho il tesseramento quindi l’elezione non sarebbe valida. Ho rispettato Giorgia Meloni, lei ripete sempre di lasciare decidere quello che vuole la gente. Vi chiedo se sia giusto che una persona che è stata eletta con il 70% e chiamato dagli altri col percorso alle mie spalle, oggi ha questo tipo di problemi“, ha concluso Malagò, mentre Abodi ascolta in collegamento.
Il ministro ha replicato pochi minuti dopo: “Capisco anche il ragionamento del presidente Malagò, che sono convinto che nella fattispecie non abbia responsabilità per quello che sta succedendo. Ma non possiamo neanche sottovalutare che le regole che valgono per tutti le ha fatte proprio il Coni, e questo il presidente Malagò lo sa”. Un botta e risposta pacato nei toni ma durissimo nella sostanza. Abodi ha aggiunto: “È opportuno che la decisione venga presa all’interno del sistema sportivo, tenendo conto della buona fede, della non responsabilità di Malagò, che è stato accompagnato nel percorso di candidatura, iniziato prima che venissimo esclusi dal mondiale, quindi c’è stato tempo. Spero che il percorso si svolga con serenità”. In chiusura però il ministro ha tenuto a ribadire: “Ci sono delle regole che vanno rispettate, questo non vale solo per il calcio. La credibilità dello sport passa anche per l’osservanza delle regole che valgono per tutti”.
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