Marche

Gestione del porto alla Sgds fino al 31 dicembre. Tre mesi per decidere il futuro dell’approdo – Cronache Fermane

Il porto turistico di Porto San Giorgio (foto Cristiano Ninonà)

Sul porto l’unica certezza, ad oggi, è che la gestione resterà in mano alla Sgds Multiservizi fino al 31 dicembre. La delibera di indirizzo approvata a metà settembre dalla giunta Vesprini prende atto infatti della sentenza del Consiglio di Stato (la stessa che ha ribaltato la pronuncia del Tar annullando i provvedimenti in forza dei quali la gestione dell’infrastruttura era stata affidata temporaneamente alla società municipalizzata un anno fa) e conferma la volontà degli amministratori di «assicurare in via d’urgenza i servizi essenziali svolti all’interno del porto turistico, affidando la gestione alla propria società partecipata Sgds Multiservizi srl onde evitarne interruzioni, per il tempo strettamente necessario a procedere con l’istruttoria secondo i dettami della medesima pronuncia e che pare fin d’ora congruo limitare entro il termine massimo del 31 dicembre 2026» così è scritto nell’atto.

Ma ad una lettura più approfondita emerge anche che la maggioranza, almeno in questa fase, non pare avere preso decisioni definitive sul futuro del porto, al di là dei proclami e degli annunci post sentenza del CdS e al di là di quanto emerso nel Consiglio Comunale aperto. E che le idee non siano chiarissime su quale strada intraprendere, a mano che non si voglia scoprire prima le carte.

Si accolgono infatti le indicazioni arrivate da Palazzo Spada a cui il Comune deve ottemperare, si demanda agli uffici l’avvio dell’istruttoria necessaria al fine di dare esecuzione alla sentenza stessa, ma al contempo l’Amministrazione valuta di esperire possibili iniziative giudiziarie contro la sentenza stessa. E resta irrisolto anche l’altro nodo: gara pubblica o gestione in house? Una scelta che, alla luce di questa delibera, dovrà essere fatta entro fine anno. All’Amministrazione e alla quasi totalità della maggioranza (ma anche a buona parte dell’utenza diportistica) piace l’idea di lasciare la gestione alla Sgds amministrata dall’avv. Giovanni Lanciotti anche per i prossimi anni. Non lo ha nascosto neanche il primo cittadino. C’è poi da capire come il tutto andrà coniugato con un piano urbanistico approvato dalla Regione ma già vecchio ancora prima di essere attuato. Chi lo metterà a terra e con quali risorse? Dovrà essere ridimensionato nelle volumetrie? Cosa andrà tagliato e cosa resterà? Tutte domande che attendono questa e la prossima Amministrazione che guiderà Porto San Giorgio al varco.

Nel frattempo si guarda all’immediato. La delibera di indirizzo serve anche per prendere tempo visto che alcune operazioni propedeutiche non sono ancora terminate. Il riferimento è alla procedura di incameramento dei beni, che stando a quanto dichiarato dall’assessore con delega al porto, Fabio Senzacqua, avrebbe interessato circa l’80% dei beni stessi presenti all’interno dell’approdo. E’ quanto emerge dalla delibera. «Ancora in corso la procedura per l’incameramento dei beni inamovibili installati nel porto turistico dal precedente concessionario e che pertanto risulta tutt’ora non definito il perimetro dei beni acquisiti dallo Stato. Non risultano tuttora definiti l’entità e il valore dei beni presenti nel porto che restano di proprietà dell’ex concessionario e dovranno pertanto essere oggetto di smontaggio da parte di quest’ultimo; si rende necessario allo stato evitare soluzioni di continuità nella gestione del servizio pubblico». Queste le motivazioni che hanno sostanzialmente spinto ad indicare i nuovi indirizzi per il porto turistico. Oltre al fatto, si legge ancora nell’atto che «la gestione del porto turistico rappresenta per la comunità di Porto San Giorgio un servizio essenziale, con un impatto significativo per tutto il territorio caratterizzato da una forte vocazione turistica e considerata l’indiscutibile importanza dell’infrastruttura portuale nel tessuto economico generale di Porto San Giorgio, che determina la necessità per il Comune di garantirne la funzionalità nelle more delle valutazioni e dell’istruttoria». Come a dire: un servizio pubblico di tale portata non può essere lasciato senza guida neanche per un giorno.

Il resto è ormai storia, la stessa ripercorsa dalla delibera partendo proprio dal 2023, anno nel quale con decreto dirigenziale veniva dichiarata la decadenza della concessione demaniale portuale rilasciata alla società Marina di Porto San Giorgio S.r.l., a causa di gravi inadempimenti del concessionario. Da qui una “disputa legale” con il Tar
che nel 2024 confermava la legittimità della decadenza di Marina di Porto San Giorgio S.r.l. dalla concessione demaniale marittima. Ed ancora la sentenza del 2025 con cui il Consiglio di Stato ha respinto l’appello di Marina di Porto San Giorgio S.r.l. ed ha confermato, in via definitiva, la legittimità della decadenza della concessione
demaniale. Poi la delibera di Giunta Comunale con cui l’Amministrazione ha fornito gli indirizzi relativi alla gestione del porto turistico e quella del Consiglio comunale che ha assegnato la gestione alla Sgds fino a maggio 2027 con eventuale rinnovo di un anno. Una decisione che le Società Matteo e Paola Renzi & Co. S.A.P.A. e Marinedi S.r.l. avevano impugnato innanzi al Tar perdendo in prima battuta e vincendo invece in appello.


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