San Cataldo, sorelline scomparse e ritrovate: erano rimaste 21 ore chiuse in un negozio
Ventuno ore di angoscia. Benedetta e Domitilla, 12 e 8 anni, sparite nel nulla a San Cataldo, 20.400 abitanti in provincia di Caltanissetta. Il padre Alessandro Costanza interrogato per diverse ore dai carabinieri, il timore di qualcosa di grave dietro la scomparsa. Poi il ritrovamento. Improvviso. Le due sorelline erano all’interno di un negozio gestito da cinesi. Sono rimaste lì dentro tutta la notte e fino al pomeriggio di oggi (19 settembre 2026). A trovarle sono stati due volontari della protezione civile: «Abbiamo parlato con alcune persone del quartiere, abbiamo circoscritto la zona e le abbiamo individuate. Ci hanno detto soltanto che stavano bene e che hanno dormito la notte all’interno del negozio».
Come sia potuto succedere non è ancora chiaro. Chi ha abbassato la saracinesca non s’è accorto che le due bambine erano all’interno? O si sono nascoste? O cos’altro?
Una delle ultime persone a vederle era stata proprio una donna cinese: «Le ho viste entrare nel negozio dopo le 19». Era stata lei stessa a raccontarlo ai giornalisti uscendo dalla caserma dei carabinieri dove era stata sentita come testimone insieme ad altre persone. Dopo il ritrovamento delle bambine la donna è stata riportata in caserma per essere riascoltata: sarebbe suo il negozio.
Benedetta e Domitilla sono state portate in ospedale per accertamenti. Ma stanno bene. A lanciare l’allarme era stato il padre con un appello diffuso sui social. Le due sorelline erano scomparse intorno alle 20, mentre si trovavano in corso Vittorio Emanuele. Stamattina l’uomo si era recato dai carabinieri per presentare la denuncia di scomparsa. Poi è stato sentito per diverse ore in caserma.
Secondo il suo racconto, nei giorni e nelle ore precedenti alla scomparsa, non sarebbero emersi particolari problemi o situazioni che potessero far pensare a un possibile allontanamento. L’uomo avrebbe riferito di non avere idea di dove si potessero trovare le due figlie. Alessandro Costanza è separato dalla moglie, che è colombiana e vive in un’altra città.
«Le ho viste l’ultima volta ieri sera – aveva detto il padre – Le mie figlie erano insieme a me. Ho detto loro che sarei andato a comprare il pane insieme all’altro mio figlio, di dieci anni, e che ci saremmo rivisti a casa, in corso Vittorio Emanuele. A casa, però, non hanno più fatto ritorno». Aggiungendo che le bambine sono conosciute e ben volute da tutti nel quartiere», frequentano il catechismo e la più grande «non aveva il telefono cellulare perché si era rotto».
Costanza ha sei figli «tutti affidati a me, nella fase di separazione dalla mia ex moglie» ha raccontato l’uomo. Secondo quanto si apprende, i genitori delle bambine nel 2023 sarebbero stati denunciati per presunti maltrattamenti nei confronti dei figli, che in quella fase sarebbero stati affidati a una comunità. «I figli sono un dono prezioso di Dio e come tale sacro e inviolabile. Il mio più prezioso dono per il quale desidero ogni sorriso in ogni istante. Vi amo da morire figli miei, a voi dedico ogni piccola cosa, ogni cosa che faccio, tutte le giornate di intenso e duro lavoro, ogni attimo, come il sangue che mi scorre nelle vene», ha scritto l’uomo su Facebook.
I carabinieri hanno acquisito le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona di corso Vittorio Emanuele, dove le due sorelle erano state viste prima della scomparsa. Anche il sindaco di San Cataldo, Gioacchino Comparato, su Facebook aveva lanciato un appello: «Chiunque le veda o abbia notizie utili è pregato di avvisare immediatamente carabinieri, polizia o polizia municipale. Per favore condividete il più possibile!». Poi il ritrovamento con il lieto fine.
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