Sardegna

L’Ufficio relazioni con il pubblico della Prefettura chiuso e il lavoro ricade sul Corpo di guardia della Polizia

Oristano 

La segreteria provinciale del Coordinamento sindacale appartenenti Polizia scrive al questore di Oristano 

La segreteria provinciale del Coordinamento sindacale appartenenti Polizia (COSAP) ha inviato una nota di protesta al questore di Oristano denunciando quella che definisce una “grave e persistente criticità organizzativa” legata alla soppressione, avvenuta circa tre anni fa, dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico presso la Prefettura, che avrebbe comportato un aumento del carico di lavoro del personale di guardia per la gestione dell’accoglienza.

Nel documento firmato dal segretario provinciale Giovanni Monaco, protocollato il 4 agosto e indirizzato per conoscenza anche alla segreteria nazionale del sindacato a Roma, la sigla sindacale contesta “con la massima fermezza il persistente stato di inerzia e l’assenza di riscontri concreti da parte dell’Amministrazione” davanti a una situazione che, si legge nella nota, “da anni penalizza pesantemente il personale del Corpo di guardia”.

Secondo il COSAP, la chiusura dell’ufficio ha fatto sì che l’intero carico delle attività di prima accoglienza – informazione e orientamento dell’utenza – sia ricaduto in modo stabile e improprio sugli operatori del Corpo di guardia, che si vedono così costretti a sommare queste incombenze alle “ordinarie e delicate funzioni di vigilanza”. Un assetto che, denuncia il sindacato, ha finito per “snaturare completamente le specifiche attribuzioni professionali” del personale.

Il quadro descritto nella lettera è quello di un servizio ormai al collasso: i cittadini che si presentano, anche senza appuntamento, si rivolgerebbero i agli operatori del Corpo di guardia, i quali – privi di una postazione di front office dedicata e di strumenti idonei – non sarebbero in grado di fornire risposte qualificate. Per sopperire alla mancanza di un vero servizio di accoglienza, il personale è costretto a indirizzare l’utenza verso “una mera tabella cartacea posizionata all’ingresso, modificata nel tempo anche con correzioni manuali”, contenente i numeri interni dei vari uffici.

A peggiorare la situazione contribuirebbe poi una criticità che il sindacato definisce “ormai sistematica”: le linee telefoniche contattate dai cittadini “rimangono costantemente senza risposta”.

Questo stato di cose, spiega la nota, genera un “immediato e comprensibile risentimento” tra i cittadini, che riversano la propria frustrazione proprio sugli operatori del Corpo di Guardia, pur essendo questi “del tutto estranei alle cause del disservizio e privi di qualsiasi potere risolutivo”. Il personale si troverebbe così a subire quotidianamente “tensioni, contestazioni e pesanti proteste verbali” che nulla hanno a che fare con le proprie funzioni istituzionali. Il COSAP fa notare inoltre come le relazioni di servizio redatte dagli operatori per documentare la gravità degli episodi sarebbero rimaste “totalmente inascoltate e prive di riscontro organizzativo da parte dei vertici della Questura”.

Il sindacato richiama poi l’attenzione sul profilo della sicurezza sul lavoro, citando il D.Lgs. 81/2008: l’assenza di un filtro dedicato alle relazioni con il pubblico esporrebbe gli operatori a un “contatto diretto e continuo con un’utenza esasperata”, con un conseguente “inaccettabile rischio da stress lavoro-correlato”. Su questo punto la nota è netta: “la tutela psicofisica dei dipendenti non è una concessione discrezionale, ma un tassativo dovere del datore di lavoro”.

Nella parte conclusiva della lettera, il COSAP ribadisce che “il personale del Corpo di guardia non può, e non deve, continuare a svolgere, in via surrogatoria e permanente, le funzioni di un intero ufficio soppresso”, poiché comprometterebbe “gravemente la sicurezza stessa della Prefettura”.

Da qui la richiesta formale al questore di adottare “urgenti provvedimenti risolutivi”, volti al ripristino dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico o, in subordine, a individuare soluzioni organizzative alternative che sollevino definitivamente il personale del Corpo di Guardia dalle attività di front office.

“L’attuale assetto non risponde più a criteri di efficienza e funzionalità, motivo per cui si rende indispensabile un tangibile segnale di discontinuità rispetto alla gestione della problematica, confidando in un sollecito intervento volto a riequilibrare i carichi di lavoro e a ricondurre le mansioni del personale nell’alveo delle proprie attribuzioni istituzionali, a tutela della dignità professionale e della stessa sicurezza della struttura”, si conclude nel documento firmato dal segretario provinciale Monaco.

Giovedì, 2026

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