l’ondata attuale è la più intensa e duratura della storia recente – Forlì24ore.it

Previste punte di 39 gradi nel fine settimana e portate del Po in drastico calo
Il territorio regionale si trova ad affrontare una situazione meteorologica senza precedenti storici per il mese di giugno. L’eccezionale ondata di calore che sta flagellando l’Emilia-Romagna non accenna infatti a placarsi e, secondo i tecnici di Arpae, si avvia a diventare la più persistente e acuta mai registrata in regione da quando si effettuano le rilevazioni. Le proiezioni indicano che l’apice della calura verrà raggiunto tra sabato 27 e martedì 30 giugno, superando per intensità e durata anche la storica e drammatica estate del 2003.
Fino a venerdì la colonnina di mercurio continuerà a oscillare sui valori pesanti degli ultimi giorni, toccando picchi di 37-38 gradi nelle aree di pianura centrali e occidentali, mentre i settori orientali registreranno temperature leggermente più contenute. Il vero problema è rappresentato anche dalle minime notturne, che nei centri urbani non scenderanno sotto i 25 gradi, impedendo il raffreddamento delle abitazioni e dell’asfalto, mentre una parziale escursione termica concederà un po’ di respiro solo a colline e montagne. Nel weekend è attesa una nuova fiammata che potrebbe spingere i termometri fino a 39 gradi su tutta la pianura.
La gravità del fenomeno emerge chiaramente dal confronto con le medie del periodo, che per la fine di giugno prevedono massime sui 29-30 gradi e minime sui 17-18 gradi. Dal 19 giugno la temperatura media regionale si colloca stabilmente sopra i record storici giornalieri e la situazione rimarrà invariata almeno fino al primo luglio. Si parla di ben 13 giorni consecutivi sopra i massimi storici, contro i 9 giorni consecutivi che caratterizzarono la memorabile ondata dell’agosto 2003.
Oltre al pesante disagio bioclimatico avvertito dalla popolazione, lo scenario sta determinando forti criticità sul fronte idrico e infrastrutturale, con riflessi sulla rete dei trasporti, sull’approvvigionamento energetico e sul comparto agricolo. La sofferenza dei corsi d’acqua è evidente: a Pontelagoscuro, nel ferrarese, la portata media mensile del fiume Po ha registrato un deficit del 67% rispetto alla media storica del periodo 1923-2024. Il 23 giugno il flusso è sceso a circa 300 metri cubi al secondo, un livello critico che sta accelerando il fenomeno dell’intrusione salina nel delta del fiume. Per un monitoraggio dettagliato della situazione idrologica, dei prelievi e dello stato di severità idrica è possibile consultare i dati aggiornati dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po sul sito internet ufficiale www.adbpo.it/osservatorio-permanente/.
Il Centro funzionale regionale di Arpae prosegue nel monitoraggio costante dell’evento e nell’emissione di allerte specifiche per temperature estreme, mirate soprattutto a prevenire disservizi alle infrastrutture. Sul piano della tutela della salute dei cittadini, il servizio di previsione del disagio bioclimatico viene aggiornato quotidianamente. I bollettini per la giornata in corso e per i due giorni successivi sono accessibili alla pagina “Rischio calore” del portale dell’agenzia, all’indirizzo www.arpae.it/it/temi-ambientali/rischio-calore/previsioni, dove sono disponibili anche i dettagli sull’andamento del clima regionale alla sezione www.arpae.it/it/temi-ambientali/clima.
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