Marche

«L’obiettivo? Zero epatiti entro il 2030»


FERMO È al Murri dal 1999, è arrivata quando a guidare il reparto c’era il dottor Padovani e poi ha lavorato con Giorgio Amadio che l’ha preceduta nel ruolo: è Fiorella Mecozzi il nuovo primario del reparto di Malattie infettive che fa parte del dipartimento di medicina, guidato da Stefano Angelici. «Oggi – ha detto il direttore generale Ast Fermo, Roberto Grinta – pubblichiamo anche l’ultimo avviso per primari, così come da previsioni dell’atto aziendale». Manca il primario di diabetologia che arriverà. 

Le sfide

«Vorrei ringraziare tutti – ha spiegato il neo primario – per il supporto durante questi mesi di facente funzioni. Grazie al lavoro svolto oggi noi siamo un hub per le Marche Sud». Il che significa che è punto di riferimento per i ricoveri a seguito di segnalazione degli spoke da Macerata e Ascoli Piceno. «Nel reparto – ha proseguito Mecozzi – abbiamo affrontato la sfida del Covid e ora andiamo avanti con quelle quotidiane, tra cui c’è il massimo impegno per la lotta all’antibiotico-resistenza». Guida un reparto che, oltre ai posti letto, ha anche attività ambulatoriale. Il lavoro viene portato avanti dal team di medici, tutti al femminile e, oltre alle sei dottoresse, più due che arriveranno in futuro stando al piano assunzioni, conta anche 13 infermieri. «I posti letto accreditati – ha spiegato – sono 13 ma noi lavoriamo “a fisarmonica”. Facendoci carico di altri arrivi, possiamo arrivare anche a 17, garantendo sempre la sicurezza dei pazienti ed eventuali isolamenti necessari». Sono tante le attività svolte e pure le infezioni che possono cambiare anche da stagione a stagione. Ma tra le sfide quotidiane, si diceva, c’è quella sull’antibiotico-resistenza. «Abbiamo – ha spiegato la dottoressa – fatto una serie di attività: dagli incontri con i medici di medicina generale ai corsi effettuati (e che faremo di nuovo), più altri nuovi momenti di formazione su singoli microbi». Ha lavorato su Hiv, sulle malattie sessualmente trasmissibili e, a questo proposito, ha rilevato che «mediamente in reparto trattiamo 30 casi annui di sifilidi. Abbiamo sposato la sfida dell’Oms di ridurre a zero le epatiti entro il 2030, ma rileviamo come arrivino in reparto casi di epatiti croniche con cirrosi. Significa che ci sono casi sommersi».

I casi

 Ancora a inizio anno ci sono stati casi di malaria «dovuti a persone che sono tornate nel paese di origine senza fare la profilassi, o meningiti, o ancora tubercolosi che arrivano dagli spoke di Macerata e Ascoli». Trattano una trentina di casi annui anche di epatiti, vengono curati i pazienti per tutte le malattie infettive, anche quelle che hanno bisogno di ricoveri. «Sepsi – ha aggiunto -, ultimamente ci sono casi di spondilodisciti o endocarditi, non strettamente legate all’infettivologia. In estate rileviamo molte meningiti virali, e altri casi che arrivano dal pronto soccorso».




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