«Lavoro in picchiata dopo le lesioni»
ANCONA – Era stato falciato da un’auto mentre percorreva via Giannelli in sella alla sua bici. L’impatto, violentissimo, lo aveva sbalzato a terra. Pesantissime le lesioni, tra cui un trauma cranico, lo sfondamento del bacino e l’osteonecrosi del femore. Un quadro clinico grave che ha causato danni permanenti e la modifica sostanziale delle attività quotidiane, a partire dalle abitudini sociali e lavorative.
La somma
A quasi sette anni dall’incidente, avvenuto la sera del 27 agosto del 2019, il giudice civile ha riconosciuto al ciclista (un commercialista anconetano ed ex consigliere comunale) un risarcimento del valore di 270mila euro.
Il procedimento è stato incardinato dagli avvocati Marco Pacchiarotti e Pierluigi Micucci contro l’assicurazione del conducente dell’auto, una Skoda Octavia, che aveva già riconosciuto una primo risarcimento all’81enne, come ristoro del danno biologico e dell’inabilità causata dall’incidente. Il sinistro, tra le altre cose, aveva portato a una lunga degenza, seguita poi dalla riabilitazione. Nella somma stabilita dal giudice, la fetta maggiore è rappresentata dalla voce “perdita del reddito lavorativo”.
In sostanza, le lesioni riportate (il professionista è affetto da una evidente zoppia) sono state così gravi da compromettere il lavoro: meno clienti e meno guadagni, considerando che il commercialista – a causa dei dolori patiti – non riesce a guidare per lunghe distanze e, dunque, a portare a termine gli appuntamenti esterni. «Può pienamente dirsi provato il nesso tra i postumi derivati dal sinistro e la riduzione dell’attività lavorativa. Le conseguenze sono evidenti anche sotto l’aspetto reddituale» ha scritto il giudice. Pure la vita sociale è radicalmente cambiata. Il commercialista era abituato a fare jogging, gite, svagarsi con il teatro e con il cinema. Attività, come sottolineato dai testimoni, che sono state completamente ridimensionate dopo l’incidente.




