un tuffo tra destino, passioni e grandi ritorni – Torino Oggi

Carmen, Traviata, una Bohème semi-sconosciuta, il progetto Verismo: il teatro Regio apre il sipario sulla nuove stagione. Da ottobre 2026, 15 titoli, 9 nuovi allestimenti e tre appuntamenti di danza.
“La stagione 2026/2027 è una delle più ambiziose degli ultimi anni“, dice il sindaco Stefano Lo Russo, presidente della Fondazione Teatro Regio. “E’ un ponte tra memoria e visione“.
Il tema scelto per il cartellone è “Fatale”, come se fosse un’indagine teatrale e musicale sull’ineluttabilità del destino e sulle passioni estreme che attraversano la grande tradizione operistica. “È proprio nell’incontro con il destino che si scopre la misura più alta della nostra libertà“, spiega il Sovrintendente Mathieu Jouvin.
Verismo: il cuore pulsante della Stagione
L’inaugurazione, il 15 ottobre, sarà affidata a un progetto unico nel panorama italiano: una tetralogia verista che unisce Mascagni e Leoncavallo in un ciclo coerente di quattro opere: Cavalleria rusticana, Pagliacci, La Bohème (occhio: non è quella più famosa di Puccini, ma quella di Leoncavallo) e Iris. Il progetto, diretto interamente da Andrea Battistoni, prevede 22 recite in poco più di un mese e trasforma il Regio in un vero laboratorio creativo. Due i registi coinvolti: Daniele Menghini per Mascagni, che esplora “la forza della scelta” delle protagoniste femminili, tra liturgia e ribellione; e Francesco Micheli, per Leoncavallo, che legge i bohémiens come “un centro sociale ante litteram”. Per i veri appassionati, le 4 opere saranno anche fruibili in forma compatta, in tre giorni consecutivi nei primi due weekend di novembre.
Opera, danza e grandi ritorni
Accanto al Verismo, la stagione propone un viaggio attraverso figure iconiche del repertorio: Violetta, Carmen, Tigrana, Salome, fino alla sacralità della Juditha triumphans di Vivaldi. Sul podio si alterneranno invece direttori di prestigio internazionale: Daniel Oren, Carlo Rizzi, Gianluca Capuano, Valentin Uryupin, Axel Kober.
Come sempre, la danza occuperà un ruolo centrale con il ritorno di Roberto Bolle and Friends, ma anche Tokyo Ballet, tra Debussy, Béjart e la prima italiana di Kaguyahime e il classico Lo Schiaccianoci.
Spazio anche per il Piccolo Regio, che rafforza il suo ruolo di officina creativa con due riletture tematiche: La Tragédie de Carmen e La bohème, il primo amore.
“Ogni titolo è una sfida”
Nella conferenza stampa di presentazione della nuova stagione, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha sottolineato il ruolo del Teatro come “presidio di profondità” e luogo dove la comunità legge la realtà attraverso l’arte. Il Sovrintendente Mathieu Jouvin ha invece preferito soffermarsi sul significato del “fatale” che dà il tema al cartellone, che “è inteso – ha detto – come chiave dell’esperienza umana: richiama la tensione tra libero arbitrio e destino, evocando la tragedia greca e la moîra“. Jouvin ha poi sottolineato lo straordinario successo di pubblico della stagione in corso, che ha registrato un tasso di riempimento del 92%.
Per il direttore artistico Cristiano Sandri, “il cartellone punta a un dialogo tra memoria e sperimentazione, tra audacia e riscoperta“, mentre per il direttore musicale, Andrea Battistoni, “Ogni titolo è una sfida“.
Info e programma completo
Teatro Regio Torino, www.teatroregio.torino.it tel. 0118815241




