Puglia

Voto di scambio a Modugno, chiuse le indagini

La Dda di Bari ha chiuso le indagini sul presunto voto di scambio politico-mafioso avvenuto a Modugno (Bari) in occasione delle elezioni comunali del 2020. Tra gli indagati ci sono l’attuale sindaco, Nicola Bonasia, e l’ex assessore alle attività produttive Antonio Lopez. Per l’accusa, Bonasia avrebbe – attraverso l’intermediazione di Lopez – accettato la promessa da parte di tre membri del clan Parisi di Bari di procurare voti per il ballottaggio dell’ottobre 2020 in cambio di posti di lavoro. Lopez, per conto proprio, avrebbe anche consegnato del denaro a membri del clan in cambio di voti.
A muoversi per conto del clan sarebbero stati gli indagati Cristian Stragapede, Cosimo Damiano Annoscia e Vittorio Miglietti. Nell’inchiesta era coinvolto anche Michele Parisi, fratello del boss ‘Savinuccio’, nel frattempo deceduto. Per l’accusa, Bonasia avrebbe stipulato lo stesso patto anche con l’indagata Adriana Diomede (ritenuta referente del clan Diomede) in cambio della candidatura di sua figlia, Lucia Bosco, al consiglio comunale di Modugno. Ma Bonasia e Lopez avrebbero anche stretto accordi di questo tipo anche con persone non appartenenti alla criminalità organizzata. L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato in queste ore dal pm Fabio Buquicchio ai 14 indagati. L’inchiesta aveva spinto il Viminale a nominare una commissione d’accesso per verificare la possibilità di sciogliere l’amministrazione per infiltrazioni mafiose. Il Comune, alla fine, non è stato sciolto. Per il rinnovo dell’amministrazione comunale si andrà alle urne i prossimi 24 e 25 maggio.




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