«Incontri con la società inconcludenti, ci mobilitiamo»

ANCONA Poco più di un mese per tornare davanti al tribunale e chiedere un’ulteriore proroga dello scudo. La volta scorsa, Conerobus, aveva portato in dote l’ottenimento della firma sul Fondo bilaterale. Ora dovrà mettere sul tavolo l’altra misura prevista dal piano di risanamento: l’aumento di capitale da parte dei soci privati. È quanto emerso dall’incontro che si è svolto ieri in Comune tra il sindaco Silvetti, il presidente della Provincia Carnevali e le segreterie regionali dei sindacati di settore.
Lo scenario
Ma a fronte di uno scenario apparentemente rassicurante – o almeno è quanto vogliono far trapelare Comune e Provincia – sul piano della rappresentanza sindacale torna ad affacciarsi una certa agitazione. La compagine formata da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Faisa Cisal è già pronta « ad avviare tutte le iniziative di mobilitazione necessarie». Tradotto: nuovi scioperi. Il motivo? I sindacati si dicono stanchi «incontri con la società Conerobus inconcludenti e caratterizzati unicamente dalle lamentele aziendali di mancanza di risorse». Nel mirino dei rappresentanti dei lavoratori c’è la forte criticità rispetto al numero del personale di guida. «Una forte carenza» rimarcano i sindacati, che potrebbe portare «a una riduzione del servizio di trasporto pubblico». Quindi ulteriori tagli delle corse. E ancora: «Le Rsu e le segreterie sindacali hanno inoltre manifestato forte contrarietà rispetto all’ipotesi avanzata dall’azienda di esternalizzare alcuni servizi amministrativi e di procedere con una gara per l’esternalizzazione delle quattro officine periferiche di Conerobus».
Il contributo
Ma non è tutto. Seppure la Regione ha annunciato di aumentare di 7 milioni all’anno il contributo al tpl regionale come adeguamento dei corrispettivi chilometrici, per le sigle sindacali la misura non è soddisfacente. «Pur valutando positivamente l’impegno del sindaco, le segreterie sindacali e le Rsu ritengono tali risorse insufficienti. È necessario infatti un adeguamento strutturale dei corrispettivi chilometrici, parametrato all’inflazione reale e ai costi effettivi sostenuti dal servizio, nonché agli incrementi del costo del carburante». Nervi scoperti che procurano preoccupazioni tra i lavoratori e le forze sindacali. «Eppure dall’incontro siamo usciti con tutt’altro umore» commenta stupito Silvetti, che prima del 12 giugno, data in cui Conerobus dovrà ripresentarsi in tribunale per l’eventuale prolungamento della procedura di composizione negoziata della crisi, dovrà inanellare una serie di traguardi. «Prima il cambio di statuto per il cambio da società controllata a partecipata» riferisce il sindaco. A seguire: «Deliberare in assemblea dei soci l’aumento di capitale dei soci privati al 49%». Prima di rivolgersi al mercato esterno, attraverso un bando in evidenza pubblica, «c’è il diritto di prelazione dell’attuale socio privato (Contram, Bucci, Sacsa, ndr)» riferisce il primo cittadino. Un’iniezione di liquidità di 900mila euro che metterebbe in cassaforte altri tre mesi di protezione del capitale sociale.




