le gare da pubblicare entro il 30 giugno 2027
ANCONA Sole, lidi e sei in pole position, parafrasando la massima di Guido Nicheli in Vacanze di Natale. Dal 1° maggio parte la stagione balneare, ma sull’estate pende la spada di Damocle della Bolkestein che sta per cadere sulle spiagge italiane. E il primo tassello del controverso puzzle è stato messo.

La novità
È finalmente pronto il bando-tipo nazionale, il documento elaborato per definire le regole per l’affidamento delle concessioni demaniali. L’atto alla base delle aste di gara che scatteranno nel 2027. Il documento è stato al centro, ieri, dell’incontro tra Mit e Conferenza unificata delle Regioni – aggiornato a giovedì – e fissa i paletti entro i quali i Comuni dovranno muoversi per redigere i bandi pubblici. Le concessioni balneari andranno all’asta entro il 30 giugno 2027, con la scadenza definitiva dei titoli attuali fissata al 30 settembre 2027 (ed eventuale subentro del nuovo concessionario dal 1° ottobre). L’atto per le gare indicherà l’oggetto e le finalità della concessione, con particolare riguardo alla tipologia ed ai servizi richiesti per lotti omogenei, specificando il sito, l’estensione del fronte mare, le caratteristiche morfologiche e distintive dell’area demaniale e delle opere di facile o di difficile rimozione insistenti.
I dettagli
E dovrà prevedere il valore dell’indennizzo «a carico del concessionario subentrante, pari al valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati al termine della concessione, compresi gli investimenti effettuati in conseguenza di eventi calamitosi, nonché pari a quanto necessario per garantire al concessionario uscente un’equa remunerazione sugli investimenti effettuati negli ultimi 5 anni». Il bando individua la durata della concessione, che oscilla tra un minimo di 5 anni ed un massimo di 20. Fermi restando tali limiti, la durata della concessione potrà essere disciplinata secondo due distinte formule: la prima prevede che lo stesso bando di gara stabilisca una durata predeterminata della concessione, individuata sulla base degli investimenti che si attendono dagli operatori di mercato tenuto conto delle destinazioni, degli utilizzi e dei vincoli di uso previsti dalla pianificazione urbanistica e dal piano di utilizzo degli arenili.
L’altra opzione
La seconda formula, invece, affida al bando l’individuazione dei criteri che, all’atto dell’aggiudicazione, consentiranno di definire la durata della concessione, tenuto conto dell’esigenza di garantire l’ammortamento degli investimenti. Per partecipare alle gare è necessario dimostrare una reale capacità economica: i concorrenti dovranno versare una cauzione calcolata su una percentuale da canone demaniale marittimo, indennizzo da corrispondere al concessionario uscente e valore dei beni eventualmente oggetto di cessione.
Cosa viene chiesto
Tra i requisiti richiesti per partecipare ci sono l’iscrizione alla Camera di commercio e l’essere in regola col pagamento dei canoni. La selezione avverrà secondo il principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con il peso preponderante attribuito alla qualità del progetto. Il punteggio complessivo si compone di un 90% per l’offerta tecnica e di un 10% legato all’offerta economica. E all’interno di questa seconda componente, il 30% del punteggio sarà legato al rialzo sull’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente e il 70% al rialzo sul canone demaniale. Questo il perimetro all’interno del quale i Comuni dovranno muoversi. Mentre sulle spiagge si addensano i timori degli operatori e le nubi dell’incertezza.




