L’addio a Fausto Chioini «Oggi hai corso più avanti di noi»
PORTO SANT’ELPIDIO – Quest’oggi il funerale dell’imprenditore e podista elpidiense, spentosi ieri al termine di una lunga lotta contro la Sla
Un fiume di persone senza sosta per l’ultimo saluto a Fausto Chioini, l’imprenditore e podista elpidiense, spentosi ieri al termine di una lunga lotta contro la Sla. Le esequie che si sono tenute nel santuario della Madonna Addolorata nel quartiere Corva, a pochi passi da dove Fausto ha sempre vissuto e lavorato. In tantissimi sono accorsi, dalla giunta comunale con a capo il sindaco Massimiliano Ciarpella, al campione olimpico Stefano Baldini. Presenti le associazioni sportive, tra cui la podistica Moretti Corva di cui era presidente onorario.
«La parola di Dio si fa megafono della nostra vita e la amplifica. Anche la vita di Fausto la rende ancora più luminosa. Quando otto anni fa è arrivata questa diagnosi è stato un momento duro per la sua famiglia, che ha lasciato senza parole anche tutti gli amici». Le parole di Don Paolo Canale, parroco di Morrovalle, ma per quasi un ventennio parrocco proprio alla Corva. Don Paolo ha celebrato il funerale, non nascondendo la propria commozione.
«Quante volte mi sono sentito in difficoltà anch’io a parlare con Fausto, perché non riusciva a esprimersi e perché vedevo la sua difficoltà, soprattutto all’inizio. Nulla è a caso e se oggi celebriamo questo funerale alla vigilia di un grande evento sportivo, penso che sia anche un segno. Perché Fausto voleva essere presente. Quindi potremmo dire semplicemente che oggi ha corso un po’ più avanti di noi». Chiesa gremita, compreso il salone parrocchiale dell’oratorio dove la funzione è stata trasmessa sul maxi schermo.
«Avverto la responsabilità di farmi interprete del sentimento che unisce tutta la nostra comunità nel ricordo di Fausto. Ho letto e ascoltato in queste ore parole bellissime, una cascata di gratitudine, ammirazione e rispetto. – il ricordo del sindaco Massimiliano Ciarpella – Per la Corva e Porto Sant’Elpidio, per lo sport è stato un riferimento costante. Ha incarnato da imprenditore la dedizione al lavoro e lo spirito di iniziativa che caratterizzano la nostra terra. A noi resta l’impegno di non lasciar cadere il testimone che oggi ci passa, continuiamo a sostenere i suoi sogni, il suo impegno per la ricerca scientifica, il suo amore autentico per lo sport e per la nostra città. Ciao Fausto».
Parole a cui hanno fatto eco quelle della nipote Francesca. «In questi otto anni, la domanda che ha perseguitato come un’ombra le nostre menti è stata “perché?”. Perché a lui, perché a zia e Marco, perché al nonno e nonna, perché a noi? È una domanda umana, ma sinceramente, oggi, guardando quello che è stato il percorso, sento che fermarsi al perché sarebbe davvero un gravissimo errore. Questa malattia nella sua crudeltà e nell’essere prigione ci ha costretto ad una verità che troppo spesso ignoriamo. Il rancore, le liti e l’orgoglio sono solo infinito tempo sprecato ed è proprio per questo che ci tengo a dire una cosa importante a chiunque si stia interrogando oggi o a chi non ne ha avuto il coraggio. Va bene così. Io stessa non sono stata la nipote che passava ogni giorno e non l’ho mai fatto per dovere. Ho scelto di continuare a vivere. Perché l’unica cosa che volevo era che il bacio che gli davo puntualmente sulla fronte fosse accompagnato sempre e solo da un sorriso vero e mai da uno sguardo di compassione. Quindi sì, capisco chi non ce l’ha fatta, chi si è sentito piccolo di fronte ad una malattia che imprigiona non solo chi la vive, ma anche chi la guarda. Non abbiate rimpianti, ora è libero e non c’è spazio per il peso del passato».
Maikol Di Sttefano
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