La Regione Calabria vara due leggi a sostegno dei balneari: la competenza ai Comuni

Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato nella seduta di oggi due leggi in materia di demanio. La prima introduce la possibilità, in assenza di interesse frontaliero, l’insussistenza dell’obbligo di applicare la direttiva Bolkestein, rimettendo all’amministrazione locale competente l’indizione di procedure ad evidenza pubblica per l’assegnazione delle concessioni demaniali «libere» sul proprio territorio di competenza. Lo evidenzia la relazione alla proposta di legge, illustrata oggi, e poi approvata all’unanimità dall’Aula di palazzo Campanella, dal consigliere proponente Domenico Giannetta (FI).
Sulla legge, adesso approvata, grava l’ipotesi di una impugnativa del Governo, anche se lo stesso Giannetta ha assicurato che la proposta si fonda su principi di certezza giuridica, trasparenza, rispetto della normativa europea e nazionale, tutela della concorrenza e salvaguardia del tessuto economico e sociale.
Saranno i Comuni, con il supporto della Regione a valutare l’eventuale presenza di interessi frontalieri, «applicando – ha specificato lo stesso proponente – criteri oggettivi e proporzionati. Laddove tali condizioni non sussistessero, è prevista la possibilità di prorogare le concessioni esistenti, mentre per le nuove concessioni è contemplato il ricorso a bandi pubblici uniformi». Obiettivo principale della legge, garantire agli operatori balneari strumenti amministrativi chiari; la possibilità di programmare investimenti, tutelare l’occupazione e accedere ai ristori, favorendo una gestione sostenibile e consapevole del territorio costiero.
Con la seconda legge, presentata dal consigliere della Lega Giuseppe Mattiani, si è voluto favorire la ripartenza delle attività danneggiate nel mese di gennaio dal ciclone Harry, che ha colpito, principalmente la fascia ionica della Calabria.
Le nuove norme prevedono misure straordinarie per la stagione balneare 2026, che consentiranno l’utilizzo temporaneo di altre aree demaniali e il rilascio di autorizzazioni e licenze suppletive. La Regione intende in questo modo assicurare la piena operatività delle imprese e sostenere il rilancio del turismo, considerato come settore vitale dell’economia calabrese.
«Le due nuove leggi approvate, oggi, dalla Regione Calabria sono una risposta concreta e fattiva all’esigenza di salvaguardare aziende, perlopiù a conduzione familiare, e un modello di balneazione che si è costruito sul territorio superando storiche difficoltà aggravate, quest’anno, dal recente ciclone Harry che ha distrutto o seriamente danneggiato innumerevoli aziende». Lo hanno dichiarato Antonio Capacchione, presidente del Sib – Fipe aderente a Confcommercio e Antonio Giannotti, presidente Sib Calabria.
«Dalla Regione Calabria arriva un importante segnale di attenzione, serietà e di capacità amministrativa anche per una corretta applicazione della direttiva Bolkestein. Come ripetutamente chiarito dalla Corte di Giustizia il presupposto per la sua applicazione è la scarsità della risorsa che in Calabria non c’è, come evidenziato, del resto, dal presidente Roberto Occhiuto» aggiungono.
«Doveroso, quindi, che la messa a gara delle concessioni demaniali marittime, attualmente vigenti, presupponga una verifica concreta e puntuale dell’impossibilità del rilascio di nuove concessioni. Così come è ragionevole e doveroso prorogare le concessioni di quelle aziende colpite dal ciclone per poter ammortizzare gli ingenti investimenti occorrenti per il ripristino della loro funzionalità» dice. “Rilevante e significativa la circostanza che questi provvedimenti siano stati approvati all’unanimità del Consiglio regionale a conferma della loro giustezza. Ci auguriamo che il governo e il Parlamento seguano l’esempio della Calabria nel disciplinare la materia – hanno concluso Capacchione e Giannotti – abbandonando sterili e strumentali polemiche e, soprattutto, superando l’attuale situazione caotica fonte di incertezza, confusione amministrativa e contenziosi giudiziari».
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