Calabria

Catanzaro, Aquilani alla vigilia dei playoff con l’Avellino: «La gara più importante della mia carriera. Giochiamocela con cuore e maturità». Iemmello convocato VIDEO

«Sono gare importanti, gare che si preparano da sole. Abbiamo lavorato in maniera molto dura e bene tutto quest’anno per arrivare a giocare questa partita. Siamo motivati, siamo consapevoli che è una partita importante, siamo consapevoli di quello che noi dobbiamo fare affinché facciamo la nostra partita e quindi ci siamo preparati al meglio. Abbiamo disputato due partite diverse, due buonissime partite, abbiamo avuto modo di far giocare tanti giocatori, di mettere in forma un po’ tutti, ma che riposa penso sia sbagliato. Se loro arrivano carichi, noi arriveremo ancora più carichi, perché, ti ripeto, domani ci giochiamo qualcosa che ci siamo meritati di giocare, in una posizione che ci siamo meritati di raggiungere, quindi sappiamo benissimo che questo è uno scoglio per noi molto importante, dobbiamo essere lucidi, maturi, perché è una partita che può durare 90 o 120 minuti, che è una partita secca e quindi sono tutte componenti che dobbiamo metterci in testa in una partita che non ha ritorno, secca e quando le partite sono secche va giocata sotto il profilo tecnico, tattico ma anche emozionale e anche di maturità». Lo ha affermato il mister del Catanzaro, Alberto Aquilani, prima della gara di playoff con l’Avellino in programma domani sera allo stadio “Ceravolo” di Catanzaro.

L’identità della squadra: giocare per vincere

«Non abbiamo parlato con i ragazzi del doppio risultato a favore, ma anche perché è ovvio che lo sappiamo tutti, non c’è bisogno di ricordarlo, ma perché noi siamo una squadra che non può e non deve ragionare in quel modo. Poi è ovvio che nei minuti finali, dipende la partita come si mette, perché noi pensiamo che la partita va in un modo, dobbiamo essere bravi anche a sopperire a delle cose che magari delle cose inaspettate. Perché siamo una squadra che deve fare la propria partita, non si deve snaturare, deve credere in quello che propone perché come abbiamo dimostrato è un’arma per noi molto importante».

Infermeria: la situazione dei convocati

«Iemmello sta bene, è convocato per domani, forse solo Koffi è da valutare, il resto sono tutti a disposizione».

Emozione e orgoglio del percorso fatto

C’è un’emozione legata a consapevolezza, che veniamo da un percorso bellissimo, non siamo la squadra costruita per stravincere e quindi questa leggerezza anche fa parte di quelle componenti che servono in questo tipo di partite. Sicuramente per me è un’emozione importante, giochiamo in casa e soprattutto vedere poi questi ragazzi che ci sono arrivati in questo modo a giocarsi questa partita mi rende orgoglioso.

Il fattore campo e il calore del pubblico

«È difficile poi entrare nella testa della gente, io capisco e rispetto un po’ tutto. Noi crediamo che siamo una squadra forte, crediamo che in casa con la nostra gente possiamo dar fastidio a tutti. Io credo che domani ci sarà una cornice di pubblico importante, poi se è sold out o non sold out non lo so, ma quelli che ci staranno secondo me daranno la loro parte come hanno sempre fatto».

L’analisi dell’avversario e la gestione dei dettagli

«I play-off con gara secca è sempre diverso rispetto alle finali. Io credo che affrontiamo una buona squadra, una squadra con dei valori alti, una squadra che è in fiducia e quindi noi dobbiamo essere consapevoli che per portare a casa il risultato bisogna fare una partita molto attenta sotto tutti i punti di vista. Bisogna che il dettaglio domani sia maniacale perché a volte abbiamo visto che quando lo abbassiamo rischiamo di prendere qualche gol o di sporcare un po’ la partita, e spesso è una causa mentale, di motivazione, che tecnica. Quindi mi aspetto che domani, visto che le altre volte ci avevi sempre l’idea che già eri quinto, domani non c’è e quindi questo aspetto va migliorato assolutamente perché poi se noi facciamo la nostra partita abbiamo le nostre chance. Quindi massimo rispetto per l’Avellino, però consapevoli anche della nostra forza.

Il recupero di Di Francesco e Oudin

«Di Francesco e Oudin sono giocatori recuperati al 100%, sono giocatori che noi vedevamo delle qualità, chi era fuori per qualche infortunio, chi era fuori magari per qualche scelta tecnica barra di mercato, però nessuno ha mai messo in dubbio la qualità. Il mio obiettivo era quello di portarli al 100 % domani, ci siamo riusciti, poi vediamo quanto, come, se verranno chiamati in causa, ma per me sono solamente due armi».

Bilancio di una stagione formidabile

«È difficile pensare se cambiare o meno qualcosa alla stagione finita. Ovvio, con il seno del poi si può dire tutto e non si può fare niente. Credo che è stato un anno bello, sotto tutti i punti di vista. Un anno dove, a parte l’aspetto tecnico, per me è stato un periodo pieno di emozioni. Ho conosciuto un gruppo di giocatori formidabili dentro e fuori dal campo, una piazza meravigliosa, quindi non cambierei niente. Se mi dicevi che inizio anno succede questo, ti avrei messo la firma con il sangue. Però non è finita. Come dicevamo prima, noi crediamo che siamo una squadra forte. C’è da dimostrarlo, perché nel calcio a chiacchiere non si fa niente. C’è da dimostrarlo. Domani c’è da andare più forte dell’Avellino. C’è da volere questa vittoria più dell’Avellino. E cercare di continuare questo campionato, che è un altro campionato che inizierà domani. Cercare di continuarlo il più lungo possibile perché vuol dire che saremo andati avanti ma dipenderà tanto da noi».

La sfida più importante della carriera

«Questa è la partita più importante della mia carriera da allenatore, non è lunghissima però per me sicuramente perchè i play-off non l’ho mai fatti, a differenza di qualche ragazzo che già l’ha fatto. Ho giocato delle partite forse anche più importanti, ma da allenatore sicuramente la partita più importante che c’è stata, che ci sarà. Però, sono tranquillo perché io poi non scendo in campo. Scendono in campo i calciatori e siccome mi fido tanto di loro, conosco le loro qualità tecniche, umane, sono tranquillo perché so che domani faranno una grande partita».


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