Scienza e tecnologia

la visione degli sviluppatori nel Deep Dive sui segreti del gameplay

Dopo aver confermato l’uscita di State of Decay 3 nel 2027 anche su PS5, gli studi Undead Labs pubblicano un interessante video diario di sviluppo che parte proprio dalle scene ingame e in-engine mostrate durante l’Xbox Games Showcase per snocciolare tanti dettagli sulle novità di gameplay.

Nel filmato di approfondimento sono intervenuti Philip Holt e Wayne Leborn: il boss di Undead Labs e il Direttore Artistico della sussidiaria degli Xbox Game Studios hanno illustrato nel dettaglio la propria visione creativa e fornito numerosi spunti di riflessione sull’esperienza di gioco che saremo chiamati a vivere nel loro prossimo survival horror.

I due esponenti di Undead Labs descrivono il nuovo State of Decay come un titolo a tinte oscure che non si limiterà a tratteggiare un mondo cupo e deprimente, ma un gioco che vuole trasmettere un senso di speranza, un concetto che si manifesterà a più riprese nel corso della partita attraverso le attività cooperative da svolgere per mantenere in vita la propria comunità di sopravvissuti.

Viene inoltre confermata la presenza del sistema di morte permanente, di un mondo online persistente e senza limitazioni (sarà possibile spostarsi liberamente nelle diverse aree della mappa durante una qualsiasi partita co-op), la possibilità di costruire basi insieme e la necessità, per gli appassionati vecchi e nuovi della serie, di confrontarsi con avversari ancora più temibili.

Grande importanza è stata poi data alle dinamiche di gameplay legate all’esperienza di guida, completamente rivoluzionata rispetto al qui recensito State of Decay 2 con una varietà sensibilmente maggiore di tipologie di veicoli da utilizzare, dai fuoristrada ai furgoni passando per le utilitarie e le auto di servizio come le macchine della polizia. Non meno interessanti sono poi le novità previste nella personalizzazione degli equipaggiamenti, anche qui con tantissime opzioni aggiuntive per modificare l’aspetto e le funzionalità di vestiti, zaini, oggetti d’uso comune e armi.

Quanto all’esperienza open world, Undead Labs conferma la presenza di un meteo dinamico, di biomi molto più variegati, di insediamenti più grandi e diversificati, di zone industriali e di una Piaga più evoluta, con una netta distinzione tra gli infetti ‘normali’ e gli zombie che hanno contratto la variante più recente e mostruosamente più aggressiva del virus.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »