La scuola in prima linea per promuovere le manovre salvavita
La scuola è un presidio strategico per la diffusione capillare delle competenze salvavita, come l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e le manovre di primo soccorso. In questa direzione va l’iniziativa, presentata stamani all’Ufficio Scolastico Provinciale, “La Scuola come strumento di educazione alla cultura della rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione: un modello sostenibile e realizzabile con la rete dei Coordinatori e Docenti di Scienze motorie”, in programma il prossimo 4 maggio nella sede della Provincia di Arezzo, dalle ore 9:15 alle 13:00, con l’obiettivo di promuovere un modello formativo strutturato, sostenibile e replicabile.

L’iniziativa, promossa da Provincia di Arezzo, Italian Resuscitation Council (IRC), Asl Toscana sud est e Ufficio Scolastico Regionale Toscano, vedrà il coinvolgimento attivo di docenti e coordinatori di scienze motorie, con l’obiettivo di consolidare un percorso formativo che renda sempre più diffuse le competenze salvavita tra i giovani.
“La scuola è il contesto privilegiato per costruire una cultura diffusa della prevenzione e del primo soccorso – ha sottolineato Luciano Tagliaferri, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Toscana –. Integrare queste competenze nei percorsi educativi significa formare cittadini più consapevoli, responsabili e pronti a intervenire nelle situazioni di emergenza. Un risultato reso possibile dall’impegno dei docenti di scienze motorie, coinvolti in un percorso che ha interessato gli studenti dai 10 ai 18 anni, ovvero dalle classi 4° della scuola primaria fino alla 5° della scuola secondaria di secondo grado”.
“Intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco può fare la differenza tra la vita e la morte – ha dichiarato Simone Nocentini, Direttore della Centrale Operativa 118 di Arezzo –. Dalla Centrale Operativa i nostri operatori forniscono istruzioni salvavita a chi è sul posto: è fondamentale che dall’altra parte ci siano persone preparate a riconoscere l’emergenza e ad applicarle correttamente. Per questo la formazione nelle scuole rappresenta un passaggio decisivo per rendere la catena del soccorso ancora più efficace”.
Per Anna Canaccini, Consigliere della Provincia di Arezzo, “l’iniziativa rafforza il legame tra scuola e territorio, promuovendo una formazione utile, concreta e immediatamente spendibile nella vita quotidiana. È un investimento sulla sicurezza della nostra comunità. La diffusione delle competenze salvavita è una responsabilità collettiva e un investimento sul futuro della nostra comunità. La Provincia di Arezzo sostiene con convinzione questo percorso formativo, che valorizza il ruolo della scuola e rafforza la collaborazione tra istituzioni, mondo sanitario e docenti. Rendere i giovani capaci di riconoscere un’emergenza e di intervenire correttamente significa aumentare la sicurezza di tutti e costruire una società più consapevole e solidale”.
La presidente di Italian Resuscitation Council (IRC), Katya Ranzato, ha dichiarato: “Il nostro obiettivo è una scuola che insegni a salvare una vita con la stessa naturalezza delle materie tradizionali, dove il primo soccorso smetta di essere solo una manovra d’emergenza e diventi, finalmente, pura solidarietà civile. In Italia ci sono oltre quattro milioni di studenti che possono essere formati: per questo è fondamentale valorizzare il ruolo dei docenti, in particolare gli insegnanti di scienze motorie, che sono una risorsa chiave per diffondere la cultura del primo soccorso”.
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