Bari, a San Pio un prete si batte per l’emergenza abitativa
“Un appello alle istituzioni di carità e di giustizia: oltre il cemento, l’anima di San Pio”: è questo il titolo dell’articolo comparso sulla rivista della chiesa Natività di Nostro signore nel quartiere San Pio di Bari. Un quartiere, fa sapere don Gianni de Robertis, parroco della comunità, in cui decine di famiglie vivono nell’incertezza abitativa da anni. Alcune hanno chiesto la sanatoria già nel 2012 senza mai ricevere risposta. Da qui l’idea di don Gianni: raccogliere le loro storie e lanciare una petizione per avviare un processo di regolarizzazione. “Perché ci sono realtà che – continua il prete – pur essendo a pochi passi dai nostri portoni, rischiano di diventare invisibili, celate dietro l’etichetta fredda di “irregolarità”o “emergenza”. È la realtà del nostro quartiere San Pio, nella periferia Nord di Bari, dove da oltre trent’anni centinaia di famiglie vivono in un limbo sospeso tra il desiderio di dignità e il timore del domani”.
E non è difficile, in questi giorni, incontrare don Gianni a Palazzo della Città o in Regione: un parroco che si batte per la sua gente. “Gente semplice – continua don Gianni – che chiede di poter regolarizzare la propria posizione: trasformare un’occupazione nata dal bisogno in una dimora riconosciuta e serena”. Ed è così che, negli articoli pubblicati, conosciamo la storia di Maria che racconta: “Vivo nel quartiere da tanti anni e qui ho cresciuto i miei figli. Sono in questo alloggio da più di vent’anni: ho presentato due istanze di sanatoria, pago regolarmente l’affitto e le utenze ogni mese, come qualsiasi famiglia per bene. Eppure, non ho mai ricevuto l’assegnazione definitiva — né una risposta, né una spiegazione. Solo silenzio”. Ma come Maria c’è Paola e insieme a loro, tante altre. “Ci sono mamme che piangono nel mio ufficio – racconta ancora il sacerdote – Non perché non vogliano pagare l’affitto, ma perché non sanno come fare, non sanno a chi rivolgersi e temono che qualsiasi movimento burocratico possa ritorcersi contro di loro. Il degrado non è nelle persone. È nella mancanza di risposte”. E in attesa di queste risposte dalle istituzioni don Gianni continua a battersi, mentre continua a chiedere solidarietà a una comunità che sempre più sta aderendo alla petizione lanciata: “È giunto il momento che la nostra comunità faccia sentire la propria voce – si legge in uno degli articoli – affinché le istituzioni comprendano che il quartiere non è solo, ma è unito nella richiesta di una sanatoria equa e definitiva”.


