Marche

la figlia diffama via Pec l’avvocato

SENIGALLIA – Fa visita alla nonna della moglie per revocare il mandato come suo avvocato e si ritrova accusato di circonvenzione d’incapace per aver fatto firmare all’anziana, di 97 anni, cinque parcelle per un totale di 18mila euro. Una grossa menzogna che non solo non ha trovato esiti processuali ma rischiava di compromettere il buon nome del legale con studio sulla Spiaggia di Velluto. A screditarlo, inviando pec al Commissariato di polizia, alla Compagnia dei carabinieri e perfino all’ordine degli avvocati, sono stati la figlia dell’anziana e suo marito.

Il fatto

Per quell’accusa, che non ha trovato riscontri, l’avvocato, 58 anni, li ha denunciati entrambi ed entrambi sono finiti a processo davanti alla giudice Paola Moscaroli per diffamazione e calunnia in concorso. Solo la figlia è rimasta a giudizio, perché nel frattempo il coniuge è deceduto. Imputata una 80enne di Arcevia, residente a Roma, difesa dall’avvocato Giuseppe Rombola. Ieri mattina sono stati sentiti in tribunale sia la moglie del legale che si è sentito diffamato ed è parte civile con l’avvocato Marco Pacchiarotti, che l’imputata. «Mia nonna si era affidata a lui – ha raccontato la moglie del legale – ci stava con la testa, se avesse saputo che la volevano far passare per matta non lo avrebbe mai accettato. Mio marito si era scoraggiato dopo le mail in cui si diceva che mia nonna non ci stava con la testa». Stando alla zia finita a processo, l’anziana madre avrebbe avuto una certificazione medica che le aveva constato l’Alzehimer. «Si dimenticava le cose – ha spiegato l’imputata ieri rendendo l’esame in aula – non era in grado di provvedere a se stessa in modo autonomo, ha avuto anche una invalidità riconosciuta. Volevamo metterle un amministratore di sostegno ma non tutti i parenti erano d’accordo». Il legale senigalliese si sarebbe offerto in quel periodo per seguirla in una pratica già affidata ad un avvocato, ma a titolo gratuito perché marito della nipote. Le cose però si sono iniziate a ingarbugliare perché dal conto della 97enne la figlia non aveva trovato dei soldi che dovevano esserci e si era preoccupata per le finanze della madre. Poi avrebbe trovato le parcelle dell’avvocato firmate dall’anziana, datate 11 aprile 2019, e insieme al marito poi defunto ha inviato le denunce. La revoca del mandato l’avvocato era andato a farsela firmare nel 2020. Le parcelle non le ha mai incassate. Prossima udienza il 5 novembre per sentire altri parenti dell’anziana defunta.




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