Cultura

The 69 Eyes – I Survive

La BLKIIBLK, etichetta sussidiaria dell’italiana Frontiers Records, inizia a crescere e farsi notare nonostante il nome impronunciabile – che starebbe per “Black To Black”, comunque. Dopo aver esordito col botto con le ultimissime uscite di Biohazard e Megadeth, la casa discografica mette a segno un altro colpo con i veterani The 69 Eyes, storica band hard rock finlandese sulle scene da quasi quarant’anni. Il gruppo capeggiato da Jyrki 69 debutta sulla nuova label con “I Survive”, un EP di quattro brani dal sound potente ed esplosivo.

Poco meno di un quarto d’ora per mettere tutti i novellini in riga: quando si tratta di far ruggire le chitarre in un contesto che unisce l’immediatezza dell’hard rock melodico di matrice anni ’80 con la forza oscura del gothic metal, i 69 Eyes non sono secondi a nessuno.

Nell’EP troviamo tre potenziali hit che fanno ben sperare per il futuro sulla lunga distanza, con ospiti di peso a regalare assoli degni di nota. Fra le sfumature garage rock della conclusiva “Devil’s Rose” si fa notare la chitarra di Ed Mundell, ex Monster Magnet; ma è un gigante come Steve Stevens a rubare la scena, con un intervento da autentico guitar hero nell’epica title track che non sfigurerebbe nel canzoniere del suo antico sodale Billy Idol. D’altronde, la voce profonda e sensuale di Jyrki 69 ricorda da vicino quella dell’ex frontman dei Generation X: un’ugola gotica che si avvicina a quelle di Ville Valo, Andrew Eldritch e Ian Astbury.

Unico punto debole dell’EP è la cover di “Cold Sweat” dei Thin Lizzy, in passato reinterpretata anche dai già citati Megadeth. Un omaggio di pregevole fattura, ma l’originale resta ineguagliabile: un pezzo potentissimo nonostante le quarantatré primavere sul groppone.


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