La cambiale scaduta
Come prevedibile, i cicli storici che si ripetono a intervallo tra il bene e il male, tra la pace e la guerra, tra stagioni salubri e pandemie, il ciclo che alterna la pace con la guerra, ha messo all’incasso la cambiale, dopo aver garantito 80 anni di pace all’Europa.
Il rifiuto del rinnovo è dovuto al cattivo uso della neonata UE, incapace di farne tesoro.
Stante la situazione, tuttavia salta agli occhi come mai ne debba pagare le conseguenze solo il vecchio continente e, per esempio, non ancora gli USA, ricchi, potenti e colpevoli di aver messo a capo dell’Unione presidenti, a singhiozzo sempre più scadenti, dal profilo opaco fino all’insipienza, come ci è stato dato da sopportare negli ultimi 12 anni. Prima, a partire dal secolo scorso, siamo rimasti inorriditi dall’assassinio di Kennedy, sorpresi del watergate di Nixon, scandalizzati con Bill Clinton e lo Studio Orale, positivamente meravigliati per l’elezione di Barack Obama, primo presidente di colore. Poi tuttavia, con l’avvento di George W.Bush e l’attentato alle Torri, con Donald Trump e l’assalto al Campidoglio, col soporifero Joe Biden e poi di nuovo con Trump guerrafondaio in quota Nobel per la Pace, sembrerebbe di aver toccato il fondo, se non avessimo imparato a conoscere dal passato che non è dato a nessuno sapere quanto il pozzo sia profondo, mentre noi ci siam dentro, per ora fino al collo.
Ogni giorno i mezzi d’informazione ci forniscono notizie sulle guerre, in corso vicino a noi, ormai quasi con voce disillusa per dover informare i lettori, gli ascoltatori o i telespettatori di un alternarsi, come sempre, di speranze e delusioni, che mi ricordano l’aneddoto con protagonista il mitico Re Artù.
Di lui si racconta che, geloso della Regina Ginevra, sospettoso delle ripetute assenze dalla Tavola Rotonda del Cavalier Lancillotto e per le chiacchiere a corte circa la sua infatuazione per la Regina, dette incarico al fido Parsifal di indagare sulla coppia, per fugare ogni tormento che gli turbava il riposo.
Il rapporto dell’inviato fu lapidario. In un paio di giorni Parsifal si ripresentò al Re Artù.
“Sire, ho due notizie per Voi: una buona ed una cattiva”
“Dimmi prima quella buona”.
“Il sordido Lancillotto si è fatto sorprendere per la sua infedeltà nei vostri confronti. L’ho spiato e visto di notte, in compagnia di un’altra figura incappucciata, orinare nella neve. Dileguati nel buio i due, ho appurato che, con l’orina, aveva scritto nella neve: Artù è soltanto un inetto cornuto.”.
“Bravo Parsifal! Questa tua indagine comprova il torbido tradimento del vile Lancillotto, lurido millantatore. E la cattiva?”
“Sire, Mago Merlino, osservata la scritta, mi ha rivelato che, senza dubbio la calligrafia è della regina Ginevra.”
In conclusione mi viene da dedurre che, se i grandi della terra anziché della guerra si preoccupassero principalmente della gestione famigliare, staremmo tutti meglio.
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