Kompatscher: “Non serve rivedere l’esame del patentino”
“In Alto Adige il sistema del patentino bilingue non va messo in discussione per colpa di alcuni casi di falsificazione”. È questa la posizione espressa dal presidente della Provincia Arno Kompatscher durante il dibattito in consiglio provinciale sulla mozione presentata da Franz Ploner, che chiedeva di rivedere gli esami linguistici dopo il recente scandalo dei patentini falsi. Kompatscher ha innanzitutto apprezzato “l’oggettività della discussione”, chiarendo però che il fenomeno delle certificazioni false riguarda entrambi i gruppi linguistici. Un dato, però, emerge con nettezza: “Il rapporto sarebbe di nove certificati riferiti alla lingua tedesca per ogni uno relativo alla lingua italiana”.
Il presidente ha quindi difeso con decisione il principio del bilinguismo obbligatorio, ricordando che “in tutti i Paesi viene richiesta la conoscenza della lingua del luogo”, mentre in Alto Adige ne vengono richieste due. Nelle valli ladine, ha spiegato, è stato invece raggiunto un compromesso specifico legato alla particolarità del territorio. Secondo Kompatscher, non sarebbe corretto mettere in dubbio l’intero sistema a causa delle falsificazioni emerse. “Si desidera tutelare e conservare questo strumento”, ha sottolineato, respingendo l’idea di un abbassamento del livello linguistico richiesto, soprattutto in ambito sanitario. Il governatore ha infatti posto l’accento sull’importanza della comunicazione medico-paziente. “Nel caso di anamnesi o diagnosi da comunicare bisogna conoscere molto bene la lingua”, ha spiegato, evidenziando come non sia sufficiente il solo linguaggio tecnico. Proprio per questo ha definito “non positiva” una proposta orientata a ridurre il livello richiesto.
Kompatscher ha inoltre ricordato che la fase di carenza cronica di personale sanitario sarebbe ormai stata superata. Attualmente, ha detto, ci sono circa 500 medici in formazione, molti dei quali altoatesini, già in possesso del livello linguistico B2 e destinati a raggiungere il C1 durante il percorso formativo. Il presidente ha poi illustrato il sistema di formazione linguistica predisposto dalla Provincia per i medici e le mediche che devono imparare la seconda lingua, con corsi anche retribuiti durante l’orario di lavoro. “Se c’è la volontà, è possibile imparare la lingua in tre anni”, ha affermato Nel suo intervento, Kompatscher ha anche escluso la possibilità di riconoscere automaticamente la lingua del diploma come criterio valido solo in Alto Adige, spiegando che una misura simile rischierebbe di entrare in contrasto con il diritto europeo.
✍️ Alan Conti




