Lazio

Il Piano Casa del Governo Meloni: la grande beffa

«Il piano casa del Governo Meloni aggraverà il problema dell’abitare. E lo farà soprattutto per chi ha bisogno di un tetto per vivere, studiare, costruirsi un futuro e oggi è lasciato solo di fronte a questo dramma. Dopo 4 anni in cui innumerevoli volte si è annunciato un piano casa, il Governo quasi a fine legislatura illustra un provvedimento vuoto.

 Si introduce la figura di un commissario a cui si affida il compito di coordinare un programma per recuperare il patrimonio inutilizzato, garantendogli poteri speciali per semplificare le procedure urbanistiche. Molto pericoloso.

Metà del decreto è destinato a disciplinare questo strumento straordinario. Ma di cosa parliamo? Annunciano un piano di recupero di diversi miliardi di euro senza specificare con esattezza la cifra con risorse europee del fondo FSC, perlopiù su un piano non ancora presentato. Le risorse certe sono gli esigui 970 milioni di euro del bilancio dello Stato  spalmati addirittura fino al 2030. 

Il Ministro delle Infrastrutture annuncia il recupero di 60mila case pubbliche inutilizzate il prossimo anno. Credibile? Nel 2026 l’unica certezza sono 116 milioni, mentre 216 milioni sono previsti nel 2027: ora ipotizzando un intervento medio di recupero ad alloggio pari a 20mila euro si potrebbero risanare alcune migliaia di alloggi inagibili in tutta Italia, mentre solo in Lombardia se ne contano 23mila di sola proprietà regionale. 

Oggi sono 100mila le abitazioni inutilizzabili,  senza contare quelle che si aggiungono ogni mese per via dell’assenza di intervenire manutentivi. La montagna, insomma, ha partorito il topolino. Di questo passo per azzerare lo sfitto ci vorrebbero 20 anni!

Si annuncia poi una grande operazione di nuovo patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica da dare a riscatto e un piano straordinario di alienazione del patrimonio alloggiativo pubblico, che produrrà l’effetto di ridimensionare ulteriormente il numero di case pubbliche del nostro Paese, che è solo del 3% mentre in Europa è del 7%. Questo dato è una delle ragioni dell’esplosione del mercato immobiliare, che è solo privato e relega il ruolo del soggetto pubblico a componente sempre più marginale. 

Questo approccio è l’antitesi della nostra proposta: noi intendiamo accrescere il peso del soggetto pubblico nel mercato immobiliare, sia in termini di proprietà di alloggi, sia in termini di regolazione del mercato. In questo piano non c’è nulla di tutto questo, basti pensare che si arriva a scadenza di legislatura senza aver provveduto, da parte della maggioranza, al varo di una legge sugli affitti brevi che punti a regolamentare, con l’ausilio degli enti locali, un fenomeno che in alcune situazioni è solo speculativo e sta producendo l’espulsione dai centri abitati di cittadini del ceto medio e di quello più incapiente.

Si parla di 100.000 case di housing sociale in 10 anni da realizzare con risorse private sotto la regia di Invimit con la garanzia di realizzare operazioni urbanistiche che andranno in deroga alle procedure ordinarie di approvazione degli strumenti urbanistici e forse anche ai piani regolatori.

Condizione necessaria che il 70% delle case risulti calmierato, in cambio si potrà fare qualsiasi cosa, anche uno scempio costante in campo urbanistico e ambientale. 

Di case “subito” dunque non c’è traccia, entro 10 anni però verrà data  mano libera a fondi di investimento immobiliare per case private per il ceto medio. Una furbizia che si scarica sul futuro senza dare una risposta oggi.

Caso lampante di questo approccio minimalista è il rifinanziamento del fondo sulla morosità incolpevole, di cui si parla nel decreto: 22 milioni nel 2026 e 20 milioni nel 2027 quando questo fondo nel momento in cui la Meloni è andata al Governo lo ha azzerato: nel 2022, infatti, era di 250 milioni e il fondo di sostegno all’affitto ha subito lo stesso trattamente sempre nel 2022, quando era di 330 milioni, prima di essere azzerato. Conseguenza diretta per chi oggi ha un problema è che non c’è nulla, tenuto anche conto che il fenomeno dell’indigenza abitativa è cresciuto enormemente in questi anni di crisi e di blocco dei salari.

Da ultimo le risorse. Si parla di 10 miliardi, uno all’anno, gran parte su investimenti, quasi tutte risorse europee, quelle risorse che la destra non ha mai difeso o come nel caso del PNRR ha prima osteggiato e poi speso molto male: sul bilancio dello Stato italiano l’impegno è solo di 970 milioni scaglionati in 4 anni, risorse risibili di fronte a tale propaganda. 

Dopo 4 anni di tagli e condoni arriva un programma fatto interamente di risorse europee che indirizzano interventi sui prossimi 10 anni, ecco perchè il piano casa Meloni è una beffa.  

Ci vuole una forte volontà politica di impegnare risorse e una strategia nazionale volta al contrasto del fenomeno dell’emergenza casa, una ricetta efficace per interrompere questo mito del mercato unico soggetto in grado di soddisfare un bisogno primario, che se non goduto produce esclusione e marginalità sociale. 

Per chi vive in emergenza abitativa, per chi ha uno sfratto, per chi non ce la fa a stare sul mercato dell’affitto, per chi ha un contratto di lavoro precario e non può dare garanzie, per chi deve scegliere se pagare una visita medica privata o pagare una mensilità della propria casa sempre più cara, per un giovane o un cinquantenne che ha perso il lavoro in questo Piano Meloni non c’è nulla. 

Anzi l’unica cosa chiara e ha il sapore amaro di una beffa, visto che il provvedimento dovrebbe avere l’ambizione di dare risposte all’emergenza abitativa, è il varo di un ddl che servirà a velocizzare gli sfratti, ossia uno strumento più efficace nei confronti delle centinaia di migliaia di persone che in questi anni di recessione economica sono sempre di più in difficoltà con i mutui e gli affitti. Questo aspetto è la cifra di questa destra che considera la povertà un reato e un problema di ordine pubblico. Nessun aiuto a chi non ce la fa: se sei moroso o inadempiente fuori dalle scatole».

Lo dichiara Massimiliano Valeriani Consigliere Lazio e Responsabile nazionale Forum Casa PD

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