“Chiara mi respinse”: la frase di Sempio intercettata in auto riapre il caso Garlasco
6 maggio 2026 – 21:00 – Andrea Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti ai magistrati della Procura di Pavia che lo indagano nell’ambito del nuovo filone sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Il 39enne ha lasciato il Palazzo di giustizia dopo quasi quattro ore, accompagnato dai suoi legali Liborio Caraliotti e Angela Taccia, senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti presenti. Al centro degli accertamenti anche alcune intercettazioni ambientali che i pm avrebbero fatto ascoltare a Marco Poggi, fratello della vittima ed ex amico stretto di Sempio. Secondo quanto riferito dal Tg1 sui propri canali social, nelle registrazioni Sempio, parlando da solo in auto, avrebbe fatto riferimento a una telefonata con Chiara avvenuta prima del delitto. L’indagato avrebbe raccontato di aver tentato un approccio nei confronti della ragazza e che lei gli avrebbe risposto: “Non ci voglio parlare con te”, riattaccando il telefono. Nelle stesse intercettazioni, sempre secondo il Tg1, Sempio avrebbe inoltre detto di aver visto un video intimo di Chiara Poggi e dell’allora fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della giovane.
I legali di Sempio avevano già annunciato che il loro assistito non avrebbe risposto ai magistrati fino al deposito completo degli atti d’indagine, sostenendo che le accuse nei suoi confronti siano infondate. La nuova inchiesta della Procura di Pavia, avviata oltre un anno fa, potrebbe concludersi nei prossimi mesi con il deposito degli atti e l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. In Procura è stato ascoltato oggi anche Marco Poggi, sentito come testimone per circa due ore. Da quanto emerso, avrebbe escluso di aver mai visto insieme a Sempio i video intimi della sorella e di Alberto Stasi, ribadendo inoltre di non credere che il suo ex amico possa essere l’autore dell’omicidio. Il verbale della testimonianza è stato secretato. Ascoltate dagli investigatori anche Paola e Stefania Cappa, cugine di Chiara Poggi e già sentite nella prima inchiesta che portò alla condanna definitiva di Stasi. “In occasione delle audizioni, entrambe di breve durata, le nostre assistite hanno rinnovato lo spirito collaborativo manifestato sin dall’inizio delle indagini nel rispetto dell’autorità inquirente”, hanno dichiarato i legali delle due donne. Secondo quanto si apprende, una volta chiuse le nuove indagini, la Procura potrebbe mettere gli atti a disposizione anche della difesa di Alberto Stasi, che potrebbe valutare una richiesta di revisione del processo. Il deposito dell’avviso di conclusione delle indagini, tuttavia, non sarebbe imminente.
Articolo di Francesco Viviani




