Jova Summer Party 2026 annullato a Barletta: le reazioni
Adesso è ufficiale. Il Jova Summer Party previsto a Barletta per il 17 agosto è stato annullato. L’annuncio è arrivato direttamente da Trident Music: le criticità ambientali riscontrate nell’area dell’ex Cartiera non consentono lo svolgimento dell’evento.
“Trentatremila spettatori attesi, una macchina organizzativa già avviata e una città che si preparava ad accogliere uno dei maggiori eventi dell’estate. Al momento si starebbe lavorando all’ipotesi di recuperare il concerto il 19 settembre, probabilmente a Bari. Se così fosse, per Barletta la beffa sarebbe doppia: perdere l’evento e vedere trasferite altrove anche le sue ricadute economiche, turistiche e d’immagine. Ma non perde soltanto Barletta. Perdono anche le città limitrofe e l’intero territorio, che in queste settimane aveva registrato una straordinaria richiesta di ospitalità, sino a determinare situazioni di overbooking nelle strutture ricettive. Migliaia di persone avrebbero pernottato, mangiato, acquistato e vissuto non soltanto Barletta, ma una parte importante della BAT e dei territori vicini. La cancellazione di un evento da 33.000 spettatori produce quindi conseguenze economiche e d’immagine che superano ampiamente i confini comunali.
E proprio adesso, mentre qualcuno potrebbe essere tentato di intestarsi politicamente l’annullamento, OAP dice con chiarezza: non c’è nulla da festeggiare. Se le condizioni ambientali non consentono di svolgere il concerto, fermarlo è doveroso. La salute, la sicurezza e la tutela dell’ambiente vengono prima di qualsiasi spettacolo. Ma una città e un territorio che perdono un evento da 33.000 spettatori non registrano una vittoria: registrano un problema. Occorre anche evitare ricostruzioni politicamente comode. La scelta della location e il rapporto per l’utilizzo dell’area dell’ex Cartiera attengono alla società organizzatrice Trident e alla proprietà della location. Non è quindi corretto attribuire automaticamente all’Amministrazione comunale la responsabilità della scelta dell’area. Diversi, naturalmente, sono i compiti che spettano agli enti e alle autorità competenti in materia di autorizzazioni, controlli, salute, sicurezza e tutela ambientale.
Va ricordato, inoltre, che nelle due precedenti occasioni il concerto di Jovanotti a Barletta si era svolto sulla litoranea di Ponente. I due eventi erano stati celebrati anche dalle cronache nazionali, tanto da far tornare una terza volta gli organizzatori. Purtroppo, però quella soluzione oggi ha dovuto confrontarsi con rilevanti esigenze di tutela dell’ecosistema costiero, delle dune e del fratino, specie particolarmente protetta. È anche in questo mutato contesto ambientale che va letta la ricerca di una location alternativa rispetto alla spiaggia. Ed è proprio qui che emerge un paradosso che merita una spiegazione: si cerca una soluzione diversa dalla litoranea di Ponente anche per salvaguardare un ambiente costiero delicato e ci si ritrova, a pochi giorni dall’evento e quando i lavori preparatori risultano già iniziati, davanti a criticità ambientali dell’ex Cartiera tali da determinare l’annullamento del concerto.
C’è allora una domanda alla quale OAP ritiene indispensabile dare una risposta: se il concerto era programmato da tempo, se la location era stata individuata e se nell’area erano già cominciati i lavori necessari per accogliere migliaia di persone, perché gli accertamenti ambientali decisivi sono arrivati soltanto a pochi giorni dal 17 agosto? Non si tratta di cercare un colpevole a tutti i costi. Si tratta di ricostruire con trasparenza la successione dei fatti. Quali verifiche ambientali erano previste prima dell’avvio dei lavori? Chi avrebbe dovuto effettuarle? Quando sono state richieste? Quando sono stati eseguiti i sopralluoghi e gli eventuali campionamenti? Quando sono stati conosciuti i risultati? Sono domande tanto più necessarie perché oggi sappiamo ufficialmente che le criticità ambientali dell’area sono state ritenute tali da impedire lo svolgimento di un evento destinato ad accogliere 33.000 persone. È quindi legittimo chiedersi perché si sia arrivati a questo punto quando organizzazione, investimenti e lavori erano già in corso.
A ciò si aggiunge una circostanza che OAP, proprio perché non dispone al momento di documentazione ufficiale, riferisce con la necessaria prudenza: secondo informazioni apprese informalmente, sembrerebbe essere emersa anche una problematica relativa alla possibile presenza di amianto. Non intendiamo trasformare una notizia informale in una certezza. Chiediamo, però, che gli organismi competenti chiariscano se tale circostanza corrisponda al vero, dove siano state eventualmente riscontrate le criticità e quale ne sia l’effettiva rilevanza. C’è poi un ulteriore aspetto che merita attenzione. Nell’area erano già presenti lavoratori e mezzi impegnati nelle attività preparatorie. Occorre pertanto conoscere quali zone siano state interessate dagli accertamenti e quali misure di prevenzione e sicurezza siano state adottate. Ciò senza affermare esposizioni o rischi che, allo stato, non risultano accertati e che possono essere valutati esclusivamente dagli organismi tecnici competenti. Per questo OAP chiede che venga resa pubblica, per quanto consentito e nel rispetto delle competenze, la cronologia degli accertamenti: date delle richieste, sopralluoghi, eventuali campionamenti, risultati delle analisi e provvedimenti conseguenti. La trasparenza, in una vicenda del genere, tutela tutti: cittadini, lavoratori, istituzioni, organizzatori e proprietari. Da associazione che da anni si occupa delle problematiche ambientali del territorio, OAP non potrebbe mai sostenere che un concerto debba tenersi a qualsiasi costo. Se un’area non presenta le necessarie condizioni di sicurezza e salubrità, l’evento non deve svolgersi. Punto.
Ma proprio per questo non accettiamo che l’annullamento venga trasformato nell’ennesima battaglia tra maggioranza e opposizione. Non è una vittoria dell’opposizione né necessariamente una sconfitta della maggioranza. È un’occasione persa per Barletta e per un intero territorio e, soprattutto, il segnale dell’esistenza di una questione molto più importante del concerto. Il vero problema è l’ex Cartiera. Per decenni abbiamo discusso del futuro di un’area enorme, affacciata sul mare e strategica per lo sviluppo della città. Prima ancora di parlare di concerti, turismo, strutture ricettive o grandi progetti di riqualificazione, dobbiamo pretendere certezze sulle condizioni ambientali di quei luoghi e sulla loro effettiva possibilità di essere recuperati e restituiti alla città. Oggi il problema non è più sapere se Jovanotti salirà sul palco a Barletta: sappiamo che il 17 agostonon accadrà. Il problema è conoscere le reali condizioni dell’ex Cartiera, comprendere perché criticità tanto rilevanti siano emerse soltanto a ridosso dell’evento e sapere cosa si intenda fare per affrontarle. Il concerto sarebbe durato una sera. La salute dei cittadini, la sicurezza dei lavoratori e il futuro dell’ex Cartiera riguardano Barletta e il nostro territorio per i prossimi decenni”. Lo dichiara l’Avv. Michele Cianci, presidente Operazione Aria Pulita BAT – OAP.
“L’annullamento del Jova Summer Party di Barletta non è soltanto la cancellazione di un concerto. È il punto di arrivo di una gestione amministrativa che ha mostrato tutti i suoi limiti”. Cosimo D. Matteucci interviene così dopo la notizia dello stop all’evento previsto per il 17 agosto nell’area dell’ex cartiera.
“Qui non è in discussione Jovanotti, né il diritto di Barletta ad avere grandi eventi, musica, turismo, lavoro e movimento. Una città deve ambire a tutto questo. Deve pretendere di essere attraversata da occasioni importanti, deve saper attrarre pubblico, economia, attenzione. Ma proprio per questo serve un’amministrazione all’altezza”. Secondo Matteucci, il punto politico è il modo in cui la città è arrivata alla cancellazione dell’evento. “Un grande evento non si costruisce con i comunicati, con l’entusiasmo a comando e con la speranza che alla fine tutto regga. Si costruisce con programmazione, controlli, autorizzazioni chiare e responsabilità precise. Prima. Non a pochi giorni dall’apertura dei cancelli, quando migliaia di persone hanno già comprato un biglietto, prenotato un viaggio, organizzato una giornata, e quando lavoratori, attività economiche e operatori della città sono già stati messi in moto”.
“Sia chiaro: la salute e la sicurezza vengono prima di tutto. Su questo non si discute e non si tratta. Ma proprio perché vengono prima, non si può arrivare all’ultimo momento a scoprire che l’area scelta presenta criticità tali da impedire lo svolgimento dell’evento. La domanda politica è inevitabile: come si è potuti arrivare fin qui? Chi ha verificato? Chi ha deciso? Chi ha rassicurato? Chi ha pensato che si potesse tenere in piedi una macchina così grande senza avere prima tutte le certezze necessarie?”. Matteucci parla di “fallimento politico e amministrativo”. “L’approssimazione, quando si governa una città, non è un difetto di stile. È un problema politico. Barletta non può vivere di annunci enormi e gestione fragile. Non può passare dall’euforia alla cancellazione nel giro di pochi giorni. Non può essere trattata come un esperimento da aggiustare in corsa”. “Ne prendo atto: ancora una volta questa città paga il prezzo di una politica che annuncia prima di programmare, che immagina prima di verificare, che espone Barletta a una figuraccia nazionale e poi prova a raccontarla come fatalità”.
“I grandi eventi si fanno. Ma si fanno bene. Con serietà, trasparenza e rispetto: per la città, per chi lavora, per chi partecipa, per l’ambiente e per la salute pubblica. Amministrare non significa sperare che tutto regga fino alla fine. Significa fare in modo che non crolli all’inizio”, conclude Matteucci.
“Delusione e amarezza. Questo resta di una vicenda che avrebbe potuto avere un epilogo differente. Dubbi sull’adeguatezza delle condizioni ambientali del sito individuato per il concerto di Jovanotti, l’ex Cartiera di Barletta, noi li avevamo sollevati già nove mesi fa, a novembre scorso, mettendo in guardia l’Amministrazione comunale e sollecitandola a compiere le opportune e necessarie verifiche. Ma non siamo stati ascoltati, anzi, siamo stati accusati di remare contro la città. Per il sindaco e il centrodestra al governo la soluzione è fare finta di nulla, soprattutto sulle criticità ambientali.
E oggi, praticamente alla vigilia dell’evento, ecco che esplode quello che mai sarebbe dovuto accadere, con il concerto che viene annullato. Domani ascolteremo e verremo, si spera, a conoscenza di ulteriori dettagli sulla vicenda nella conferenza stampa a Palazzo di Città. Ma una cosa è certa, questa è una occasione persa per Barletta e per la sua immagine e non basta dire che si tratta di un evento privato, come si evince dalla narrazione più recente dell’evento. Prima di tutto perché in occasioni come queste si pone una questione di sicurezza pubblica, per cui la responsabilità è sempre dell’Amministrazione comunale. E poi perché fino a poco fa questo evento veniva magnificato come la punta di diamante dell’estate barlettana da parte della stessa Amministrazione comunale che oggi ne prende le distanze.
Quello è un ex sito industriale ed è plausibile, per andarci forse troppo cauti, che sia contaminato. Non sappiamo bene per quali matrici ambientali e in quale misura, ma che lì ci fosse bisogno di una bonifica era noto, scontato e necessario. E proprio per questo bisognava responsabilmente darsi da fare prima, per individuare soluzioni e, eventualmente, siti alternativi, per mostrare la reale volontà di prendersi cura del territorio, non di fare solo spot e la politica dello struzzo. Fingere che un problema non ci sia non lo elimina, può solo aggravarlo. Il dato politico, ancora una volta, è di una maggioranza blindata, sorda e arrogante che fa danni alla città, danni di cui cui dovrà rendere conto ai barlettani e quel giorno, per fortuna, è sempre più vicino”. Così Cosimo Bruno, Segretario cittadino, e Rosa Cascella, capogruppo PD.
“Trentamila persone non possono pagare gli errori dell’amministrazione di Centrodestra. Se davvero il Jova Summer Party dovesse saltare per la presenza, nell’ area dell’ex Cartiera, di sostanze pericolose per la salute una cosa che deve essere chiara fin da subito: le 30.000 persone che hanno comprato il biglietto, organizzato un viaggio, programmato una giornata da moltissimo tempo e oggi si ritrovano, a pochi giorni dal concerto, a scoprire che l’area scelta potrebbe non essere idonea, non possono pagare per colpe che non hanno.
Per questo chiediamo al centrodestra che governa la città con prepotenza e arroganza, e che fino a ieri non lasciava trasparire alcuna preoccupazione di fronte all’ipotesi di uno stop al concerto, una assunzione di responsabilità. Il tifo da stadio intorno all’organizzazione dell’evento e la battaglia mediatica ingaggiata da eminenti componenti della maggioranza di centrodestra, hanno provato a nascondere i problemi reali di natura organizzativa e ambientale che sembrano esserci. In questi mesi molte e molti hanno espresso dubbi di varia natura, con spirito costruttivo e avendo come stella polare il bene di Barletta e delle sue cittadine e cittadini. Chiunque avesse delle domande, delle preoccupazioni, dei consigli sull’organizzazione dell’evento è stato bollato da questa destra come nemico della città, “chi ama Barletta non la critica” hanno tuonato i membri della maggioranza. E noi diciamo che chi ama Barletta la dovrebbe amministrarla con senso della misura, responsabilità e lungimiranza.
È fuori dubbio, ad esempio, che le verifiche sulla salubrità e l’integrità ambientale dell’area andavano fatte per tempo, come è fuori dubbio che, sebbene nell’emergenza, lasciare in bilico più di trentamila persone a cinque giorni dalla realizzazione dell’evento denota una massiccia dose di improvvisazione. Alle domande che abbiamo sulla salubrità dell’area dell’ex cartiera, speriamo rispondano gli organi preposti e che, se sono presenti sostanze nocive, si proceda con una bonifica in tempi rapidissimi, individuando i responsabili, evitando che a pagare siano sempre i cittadini per colpe che non hanno.
Infine, se Cannito e la destra barlettana non avessero utilizzato Jovanotti come strumento di propaganda politica, la notizia che forse il concerto non si terrà più nell’area dell’ex Cartiera, le ricadute politiche sarebbero limitate. Ma avendo fatto, questa amministrazione di centrodestra, del Jova party un vessillo della propria identità politica, arrivando ad individuare un assessore ai “grandi eventi” e utilizzando strumenti mediatici (foto, video, effetti speciali e intelligenza artificiale) per raccontare una città che non esiste, se il concerto non si terrà, Cannito ha il dovere di presentarsi alla città con i personaggi chiave della sua amministrazione di centrodestra per dimettersi e chiedere scusa a tutti i cittadini e le cittadine di Barletta”, commentano il consigliere Carmine Doronzo e la consigliera Michela Diviccaro con le attiviste e gli attivisti di Coalizione Civica Barletta.
“Quello a cui la nostra città sta assistendo non è soltanto l’ennesimo corto circuito amministrativo: è il definitivo fallimento di un modo di fare politica vecchio, superficiale e ossessionato unicamente dai proclami e dalle passerelle elettorali. Per mesi abbiamo assistito al teatro delle illusioni: annunci in pompa magna, slogan da campagna elettorale permanente e la solita smania di vendere fumo per coprire il vuoto delle idee. Ma la realtà, come sempre, presenta il conto. E quando la propaganda si scontra con i problemi reali del territorio, dalla drammatica fragilità della nostra costa all’erosione che avanza, fino alle ferite ambientali e industriali mai sanate che pesano da decenni sulla salute dei cittadini, il castello di carte crolla miseramente.
Questa classe politica ha dimostrato per l’ennesima volta di vivere scollata dalla realtà. Incapace di programmare, incapace di garantire i requisiti minimi di sicurezza e tutela del territorio, sorda di fronte agli allarmi lanciati da chi il territorio lo vive e lo studia davvero. Speravano che i decibel dei grandi eventi potessero coprire il degrado e la vulnerabilità della nostra litoranea, l’inquinamento mai bonificato nell’area industriale dismessa, la mancata programmazione del futuro economico, turistico e sociale di Barletta. Ma le regole della sicurezza, della tutela ambientale e del buon senso non si piegano alle logiche di partito né ai post sponsorizzati sui social network.
L’eventuale annullamento di un evento di questa portata non rappresenta solo un flop organizzativo, ma un vero e proprio disastro economico e reputazionale per Barletta. In primo luogo, il danno d’immagine è incalcolabile: la nostra città passa dall’essere una vetrina nazionale della cultura e dello spettacolo a caso di studio per l’approssimazione e l’inaffidabilità istituzionale. Barletta viene proiettata sui media nazionali non per la sua bellezza o la sua accoglienza, ma come un territorio incapace di gestire la complessità dei grandi eventi. Questo marchio negativo rischia di allontanare investitori, promoter e grandi produzioni per gli anni a venire.
In secondo luogo, le ripercussioni economiche colpiscono al cuore il tessuto produttivo locale. L’indotto legato a un concerto di tali dimensioni vale centinaia di migliaia di euro:
- Settore alberghiero e ricettivo: cancellazioni di massa delle prenotazioni da parte dei visitatori provenienti da fuori regione, con perdite dirette per B&B, hotel e strutture della costa.
- Ristorazione e commercio: un crollo verticale degli incassi previsti per bar, ristoranti, lidi e attività commerciali che avevano già pianificato scorte, personale extra e investimenti straordinari per l’evento.
- Lavoro e filiera locale: il danno economico si scarica sui lavoratori stagionali, sui fornitori di servizi, sui trasporti e sulle maestranze locali impiegate nella logistica, la cui attesa di reddito viene spazzata via dall’incompetenza amministrativa.
È giunto il tempo di dire basta. Progetto Civico Italia vuole tracciare una linea di demarcazione netta e intransigente tra chi usa Barletta come un palcoscenico per ambizioni personali e chi, con spirito civico, lavora per difenderla e valorizzarla. Il punto di vista civico non è una formula astratta: è l’unica medicina contro il dilettantismo di palazzo. Ai cittadini di Barletta diciamo: non rassegnatevi al peggio. La figuraccia politica a cui stiamo assistendo è la dimostrazione che questo modello di gestione ha toccato il punto di non ritorno. Per il futuro prossimo la scelta sarà chiara: continuare a subire i disastri di una politica politicante sorda e incapace, oppure restituire la città a chi la ama, la rispetta e possiede le competenze per governarla sul serio”.
“Salta il Jova Summer Party! Dinanzi a questa figuraccia, che rappresenta un danno d’immagine ed economico incalcolabile per la nostra comunità, per i commercianti, i ristoratori e le strutture ricettive che su questo grande evento avevano investito, il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Barletta non intende fomentare polemiche. Abbiamo sperato sinceramente, sino all’ultimo, che il Jova Summer Party potesse svolgersi, perché questa sconfitta è evidentemente troppo grande per la città.
La verità è che a non amare Barletta è chi resta ostinatamente incollato alla poltrona, chi fa voli pindarici senza alcuna visione o programmazione nel tempo, collezionando un fallimento dopo l’altro a spese dei cittadini e limitandosi ad accusare di “non amare la città” chiunque metta semplicemente in evidenza ciò che non viene fatto, ciò che, nella fattispecie, sembrava evidente sin da subito: quell’area non era idonea ad ospitare tale evento! È ora di fermare questo declino che Barletta non merita. Cannito prenda atto della realtà e tragga l’unica conclusione possibile: si dimetta”.
Source link



