Sicilia

Infantino riapre la ferita: «Forse con un Mondiale a 228 squadre l’Italia si qualifica»

«Con 64 squadre forse si qualificherebbe l’Italia. Magari dovremmo arrivare a 228»: la battuta, pungente più che ironica, del presidente della Fifa, Gianni Infantino, mette sale sulla ferita delle tre mancate qualificazioni consecutive alla fase finale dei Mondiali. Parole dette con il sorriso sulle labbra, ma che scatenano la rivolta social dei tifosi azzurri. E che hanno lasciato perplesso anche il ministro dello Sport italiano, Andrea Abodi. «Siccome la distanza tra Italia e Messico è ampia è meglio sentirsi al telefono per capire compatibilmente con i suoi impegni. Mi interessa sapere il suo pensiero diretto». Nel frattempo, la polemica politica si è già innescata con un duro attacco del deputato cinquestelle a Gaetano Amato al numero 1 della Fifa.

La frase incriminata, diventata virale in poco tempo, Infantino l’ha pronunciata chiudendo un intervista a CazéTV, nella quale stava parlando del futuro dellla Coppa del Mondo, accennando alla possibilità di ampliare ulteriormente il numero delle nazionali partecipanti da 48 a 64. Una modifica, in realtà, già affrontata in una discussione all’interno della Fifa. Il leader della Federcalcio mondiale, in particolare, ha dichiarato che «è necessario analizzare le prestazioni del formato attuale prima di decidere su un’ulteriore espansione».

«Innanzitutto, dobbiamo vedere come si svilupperà questo Mondiale con 48 squadre. È già un evento enorme. Abbiamo discusso di un Mondiale con 64 squadre, con una maggiore partecipazione globale. Se ne è già parlato in seno al consiglio Fifa, ma sfruttiamo al meglio questa edizione a 48 squadre», la prima tra l’altro in tre Paesi, Messico, appunto, Canada e Usa. Anche nel 2030 saranno tre, Spagna, Portogallo e Marocco, ma in occasione del Centerario della Coppa del Mondo sono in programma partite anche in Argentina, Uruguay e Paraguay.


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