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Inchiesta escort, lo sfogo di Leao: “Non usate il mio nome”

“Siamo persone e abbiamo famiglia. Rispetto”. Rafa Leao parla di verità, minaccia l’intervento degli avvocati, previene. Chiede di non leggere il proprio nome tra quelli coinvolti nell’inchiesta della Procura di Milano sull’agenzia – che organizzava serate e post serate a vip e calciatori nei locali alla moda – accusata di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Agli arresti domiciliari ci sono quattro persone.

Sono spuntati numerosi nomi di giocatori coinvolti. Il milanista in un post sui social prende le distanze: “Sono estraneo alla vicenda, non sono coinvolto, non ho commesso alcun reato”. E chiede: “Che il nome non venga il alcun modo accostato a questa vicenda in modo arbitrario e superficiale”. Pretende “rispetto per la verità e la vita privata, siamo persone con famiglia e reputazione”. E chiude spiegando di aver dato mandato ai legali di agire contro chi continuerà a diffondere notizie false e lesive della sua immagine.

Calafiori

Anche Riccardo Calafiori, difensore dell’Arsenal e della Nazionale, ha schierato i legali che precisano: “Il suo nome non compare in alcun atto dell’indagine attualmente in corso. L’unica circostanza obiettiva allo stato è che il Sig. Calafiori è estraneo ad essa in tutto e per tutto”


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