Sardegna

Incendi, stagione da record: già 903 roghi e oltre 4.200 ettari bruciati

Cagliari

Contenuti i danni al patrimonio boschivo

La campagna antincendi boschivi 2026 prosegue con numeri che confermano una stagione particolarmente impegnativa per il sistema regionale di protezione e contrasto agli incendi. Un primo bilancio è stato illustrato oggi nel corso di un vertice convocato nella sede operativa della Protezione civile regionale a Cagliari, alla presenza delle agenzie coinvolte nella macchina antincendio e di circa 200 sindaci collegati da remoto. I roghi censiti in questo avvio di campagna antincendi sono stati 903, a fronte di una media storica di 778 eventi annui registrata dal 2014 a oggi, con un incremento del 16%. Ancora più marcato il dato relativo alle superfici percorse dal fuoco: nel 2026 sono andati in fumo 4.283,71 ettari, contro una media di 2.652,76 ettari, pari a un aumento del 61%.

L’analisi delle aree colpite evidenzia come la quasi totalità delle superfici interessate dagli incendi sia costituita da terreni non boschivi. Dei 4.283,71 ettari complessivamente percorsi dal fuoco, soltanto 127,32 ettari riguardano aree forestali, mentre 4.156,39 ettari sono rappresentati da terreni agricoli, pascoli e aree incolte. Oltre il 97% delle superfici bruciate appartiene a contesti extra forestali. Il dato conferma una stagione caratterizzata soprattutto da incendi sviluppatisi e propagatisi rapidamente in aree aperte, favorite dalla presenza di vegetazione erbacea e dall’elevata disponibilità di materiale secco.

Il confronto con gli anni più recenti mette ulteriormente in evidenza la complessità del 2026. Gli incendi registrati sono stati nettamente superiori a quelli del 2023, quando si fermarono a 425, e anche a quelli del 2024 e del 2025, entrambi attestati a 768 eventi. La superficie complessivamente percorsa dal fuoco risulta invece sostanzialmente in linea con quella del 2025, anno in cui furono interessati dalle fiamme 4.429 ettari. A differenza della stagione precedente, tuttavia, il patrimonio boschivo ha subito danni molto più contenuti: nel 2025 erano andati distrutti oltre 600 ettari di bosco, contro i 127 ettari del 2026.

La superficie media percorsa da ciascun incendio si attesta a 4,74 ettari, valore superiore alla media storica di 3,41 ettari. Nel complesso, il 2026 si colloca tra gli anni più gravosi della serie storica avviata nel 2014: è il secondo anno per numero di incendi dopo il 2017 e figura tra quelli con la maggiore estensione di territorio interessato dalle fiamme.

Un’annata che sta mettendo messo sotto pressione l’intero sistema regionale antincendi, pur registrando un impatto relativamente limitato sulle superfici boschive rispetto ad altre stagioni particolarmente severe. Nel corso dell’incontro, l’assessora regionale della Difesa dell’ambiente, Rosanna Laconi, ha evidenziato come il mese di giugno sia stato particolarmente critico. “Abbiamo toccato con mano cosa significa affrontare situazioni di multirischio”, ha detto l’esponente dell’esecutivo regionale, “contemporaneamente abbiamo dovuto fronteggiare gli incendi e le emergenze legate al rischio idraulico. I 903 incendi registrati rappresentano il dato peggiore degli ultimi dieci anni”.

Il comandante regionale del Corpo forestale, Gianluca Cocco, ha sottolineato che “maggio e giugno sono stati mesi particolarmente impegnativi, con circa 600 incendi, quasi tutti sviluppatisi in terreni incolti, campi agricoli e stoppie. Fortunatamente gli incendi boschivi sono stati pochi e quelli registrati sono stati spenti tempestivamente”.

Sul fronte operativo, il sistema regionale conta sull’intero dispositivo aereo previsto dal piano antincendi, con 12 elicotteri regionali e tre Canadair basati a Olbia. Resta però aperta la questione del personale. Le organizzazioni sindacali del Corpo forestale hanno infatti annunciato iniziative di mobilitazione e alcune giornate di sciopero. L’assessora Laconi ha assicurato che il percorso di assunzioni già avviato sarà portato a termine nei tempi previsti.

Venerdì, 3 luglio 2026

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