Puglia

il saluto di Tina Gesmundo, preside del liceo Salvemini

L’ultimo primo giorno di scuola. Un conto difficile da tenere, per tutte le emozioni che si porta dietro: a farne tesoro è Tina Gesmundo, preside del liceo “Gaetano Salvemini di Bari”. Ha ricordato l’importante appuntamento con la campanella – la prima dell’anno, per lei l’ultima prima – in un post su Facebook: “23 anni in cattedra e 20 in presidenza – scrive – Un’intera vita scandita dal suono di quella stessa campanella, dal profumo dei quaderni nuovi e dal brusio di mille generazioni che si incrociano nei corridoi”.

Stavolta, però, non è come le altre: “L’aria ha un sapore diverso, è il mio ultimo primo giorno di scuola – continua – Guardo i ragazzi che varcano il cancello: gli occhi bassi delle matricole, impauriti e curiosi, e la sicurezza ostentata di chi sta per affrontare l’ultimo anno. Un tempo ne vedevo la prospettiva come insegnante, lavorando sulle singole menti, accendendo la scintilla lezione dopo lezione. Da preside, la visuale si è allargata: ho imparato a guardare la scuola come un ecosistema fragile e bellissimo dove ogni ingranaggio, dai docenti al personale Ata, deve muoversi all’unisono per proteggere il diritto al futuro di questi giovani”.

La preside sa di che parla, la scuola – per chi la dirige – va ben oltre la cattedra, e proprio per quest’anno scolastico il suo Salvemini sta facendo i conti con i cantieri che alterano il normale equilibrio di classi e lezioni. “Il peso e la bellezza di vent’anni di direzione – prosegue Gesmundo – Guidare due licei, uno a Cassano e uno a Bari, per vent’anni significa aver vissuto addii, riforme, tempeste civili e culturali, e la costante scommessa sulla crescita. La presidenza ti insegna la solitudine delle scelte importanti, ma ti regala anche la gioia impagabile di vedere una scuola trasformarsi in una comunità d’accoglienza, in un porto sicuro”. È l’ultimo primo giorno di scuola, per Gesmundo. C’è sicuramente un po’ di tristezza, ma non solo: “Avverto un senso profondo di pienezza, priva di rimpianti – conclude – La scuola continuerà a vivere, a evolversi e ad accendere speranza anche senza di me, ed è proprio questa la sua magia: la capacità di rinnovarsi all’infinito rimanendo fedele alla sua missione fondamentale”. Ci sarà tempo per i saluti, c’è prima un anno scolastico da affrontare: “Ripongo i documenti – conclude la preside – e varco la porta di uscita per il mio ultimo primo giorno di scuola”.




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