Assicuropoli e Harley, William Solo: “Quel lavoro mi ha portato più di un milione, erano 120mila l’anno”

Genova. “A me quel lavoro mi ha portato più di un milione di euro, più tutti i soldi che ho fatto guadagnare agli altri, ai miei amici”. In una lunga intercettazione ambientale che si trova agli atti dell’inchiesta della procura di Genova, che chiede l’arresto di Ilija Kosanke, accusato di essere al vertice di un’organizzazione specializzata nelle truffe alle assicurazioni, William Solo – così lo chiamano gli amici e così si presenta lui sui social – racconta in dettaglio a un amico quanto questo ‘lavoro’ dei finti incidenti gli ha fatto guadagnare nel corso degli anni e gli ha consentito anche di aiutare gli amici in difficoltà. Lo racconta con una certa fierezza dicendo che quest’attività
Sì perché William, a scorrere le carte dell’inchiesta che sono ora a disposizione degli indagati in vista degli interrogatori – sembra sì spavaldo e spericolato nella gestione di quest’attività illegale ma insieme è generoso e attento con gli amici bisognosi. Presta mille euro al suo braccio destro perché non riesce ad arrivare a fine mese e paga con 500 euro a volta chi è in difficoltà e si presta a dire di essere alla guida di un veicolo coinvolto in un sinistro inesistente.
Per gli investigatori la truffe alle assicurazioni andavano avanti da diversi anni: se ai fini della richiesta di custodia cautelare in carcere vengono analizzati 15 episodi di sinistri, in realtà mai avvenuti a detta degli inquirenti, ce ne sarebbero agli atti almeno altri 25 a partire dal 2019 dove sono coinvolti lo stesso gruppo di amici fissati con la palestra e le moto, le stesse officine e gli stessi legali, più altre persone coinvolte di volta in volta.
Nella conversazione registrata l’amico si mostra preoccupato dal fatto che William voglia riprendere l’attività dopo una fase di stop dovuta a contestazioni e cause con le assicurazioni che cominciavano a nutrire dubbi su tutti questi incidenti con le Harley. Gli chiede se con tutto quello che ha già guadagnato e gli appartamenti che ha comprato e che ora affitta non sia ormai “sistemato”. E gli domanda se non stia correndo dei rischi a ricominciare.
Ma Kosanke lo rassicura: “Prima lo facevo e pensavo anche agli altrı” dice spiegando che in un anno “magari facevo 10-15 moto in più” con un guadagno di quasi 120mila euro l’anno puliti, mentre adesso pensa di fare le cose solo per sé: “me ne faccio magari 3-4 o 5”spiega, con un rischio minore e guadagni più alti visto che le moto sono le sue.
Poi racconta all’amico, che lo sta accompagnando a prendere una nuova moto per la moglie che quel modello è ideale per i finti incidenti stradali perché consente di ottenere indennizzi maggiori. Dice che i pezzi di ricambio li ha già tutti e comunque alla fine l’unico rischio alla fine è che le assicurazioni non paghino. E con una certa baldanza sottolinea all’amico di non essere mai stato chiamato in Procura.
Per gli investigatori la lunga intercettazione ambientale registrata a bordo di un furgone nell’aprile di quest’anno è un elemento che conferma con tanto di dettagli circostanziati, gli accertamenti svolti sui sinistri che sono stati esaminati.
Tra questi c’è un incidente stradale avvenuto in via Goito nel settembre 2025 in cui la Harley di Kosanke parcheggiata sarebbe stata urtata e danneggiata dall’Alfa Romeo condotta – secondo gli investigatori – da un conoscente di William già coinvolto in un precedente sinistro. A testimoniare l’avvenuto incidente in questo caso è stato un vigile in moto – per il quale la Procura di Genova ha chiesto la sospensione dal servizio – che casualmente passava da lì. Tra gli accertamenti degli investigatori il fatto che il vigile e Kosanke frequentano da tempo la stessa palestra di body building e siano amici sui social, oltre al fatto che la black box montata sull’auto che avrebbe causato il sinistro non ha rilevato alcuna collisione.
Oltre all’agente di polizia locale – a cui sono contestati due episodi – e al giro di amici più stretti di Kosanke, nel novero dei 36 indagati ci sono due avvocati specializzati in sinistri stradali anche un medico del San Martino a cui Kosanke si rivolge per avere un aiuto sulla prognosi più lunga per il suo braccio destro.
Quest’ultimo che avrebbe partecipato a diversi finti incidenti è accusato oltre che di frode assicurativa (anche per lui la procura ha chiesto l’arresto) anche di peculato perché avrebbe utilizzato la vettura della Asl3 di cui è dipendente in quanto autista della guardia medica in un caso per insegnare un incidente e in un altro per andare a prendere la moglie mentre era in servizio.
Gli interrogatori di garanzia previsti per legge con la legge Nordio sono stati fissati dal gip Giorgio Morando all’inizio di ottobre. In particolare quello delle figure considerate dagli inquirenti all’apice dell’organizzazione, vale a dire Kosanke e la compagna (difesi dall’avvocato Rinaldo Romanelli) e il suo braccio destro si svolgeranno il 9 ottobre.
Per il biker body builder, diventato famoso per il meme ‘può accompagnare solo’ sarà l’occasione per provare a smontare non tanto la corposa tesi accusatoria – per la quale ci sarà tempo in un futuro processo – quanto l’esigenza cautelare che secondo la procura è quella che, se lasciato libero, potrebbe continuare con la truffe assicurative.




