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“Il medico dei maiali”, con Luca Bizzarri e Francesco Montanari, al Teatro Goldoni di Venezia

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Un veterinario specializzato in maiali si ritrova al centro di un intricato gioco di potere alla morte del re d’Inghilterra. È questa la premessa de “Il medico dei maiali”, opera teatrale di Davide Sacco che andrà in scena al Teatro Goldoni di Venezia dal 6 all’8 marzo 2026, con protagonisti Luca Bizzarri e Francesco Montanari.

Lo spettacolo, vincitore del Premio Nuove Sensibilità 2.0 nel 2022, esplora le dinamiche del potere in un momento di vulnerabilità della monarchia britannica. La trama si sviluppa quando, alla morte improvvisa del sovrano, l’assenza del medico di corte – bloccato dal maltempo – porta un semplice veterinario a dover certificare il decesso. Quest’ultimo, scoprendo che la causa della morte non è un infarto come si vuol far credere, si trova di fronte a una scelta che cambierà il corso degli eventi.

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La situazione si complica con l’arrivo dell’erede al trono, interpretato da Francesco Montanari, un giovane impreparato e superficiale che si presenta ancora vestito da nazista per una festa in maschera. Il suo incontro con il veterinario, a cui chiede aiuto per il discorso d’insediamento, innesca una serie di eventi che metteranno in luce gli aspetti più oscuri dell’ambizione umana.

La produzione, firmata da Ente Teatro Cronaca e LVF – Teatro Manini di Narni, si avvale di un cast di alto livello che include, oltre ai protagonisti, David Sebasti, Mauro Marino e Luigi Cosimelli. La regia è affidata allo stesso Davide Sacco, autore del testo che rappresenta il terzo capitolo della trilogia “La ballata degli uomini bestia”.

L’allestimento scenico, curato da Luigi Sacco, si accompagna ai costumi di Annamaria Morelli e alle luci di Luigi Della Monica, mentre le musiche sono state composte da Davide Cavuti. La direzione artistica ha previsto anche un momento di incontro con il pubblico: sabato 7 marzo alle 17.00, presso l’Ateneo Veneto, il cast incontrerà gli spettatori nell’ambito dell’iniziativa “A scena aperta”.

“Quando le certezze cadono, quando muoiono i padri e crollano le torri, l’essere umano rivela la sua vera natura”, spiega il regista Sacco nelle note di regia. Lo spettacolo indaga infatti il sottile confine tra civiltà e bestialità, tra ordine costituito e caos, in un momento di transizione del potere dove le ambizioni personali possono prevalere sul bene comune.

Le tre rappresentazioni sono programmate per venerdì 6 marzo alle 19.30, sabato 7 marzo alle 19.00 e domenica 8 marzo alle 16.00. Lo spettacolo si propone come una riflessione contemporanea sui meccanismi del potere e sulla fragilità delle istituzioni, temi quanto mai attuali nel panorama sociale e politico odierno.

La pièce, che ha ottenuto anche una nomination al Premio Le Maschere del Teatro Italiano, si presenta come un’opera di grande attualità, capace di far riflettere sulle dinamiche del potere attraverso una narrazione che mescola dramma e dark comedy, confermando il teatro come specchio privilegiato delle contraddizioni della società contemporanea.


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